Milano, Corriere: “Gli sconti-truffa del vigile: ti salvo da Equitalia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 11:13 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 11:14

Milano, Corriere: "Gli sconti-truffa del vigile: Ti salvo da Equitalia"MILANO – Coccolati, compresi e aiutati amorevolmente, gli automobilisti indisciplinati lasciavano quasi contenti l’ufficio del comandante della polizia locale di Pieve Emanuele. Perché, vessati dalle contravvenzioni e inseguiti da minacciosi avvisi di pagamento, guadagnavano perfino uno sconticino se pagavano in contanti.

“Abbiamo fatto questo sistema per evitare alla gente di andare in mano a Equitalia”, spiegava l’ufficiale prima di mettersi le banconote in tasca. L’hanno arrestato ieri per falso, truffa ai danni del Comune e abuso d’ufficio in un’inchiesta del pm milanese Antonio D’Alessio coordinata dall’aggiunto Alfredo Robledo.

Scrive Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera:

Il copione di questa farsa, che per Tiziano Boselli (58 anni) si è trasformata nella tragedia degli arresti domiciliari, era sempre lo stesso e si svolgeva nel teatro del suo ufficio a Pieve Emanuele, 15mila abitanti, 12 chilometri a sud di Milano. «Mancata riscossione di somme dovute a titolo di sanzioni amministrative – Avviso», c’era scritto sulle lettere ricevute dagli automobilisti su carta del comune e firmate da Boselli in persona. Tanti andavano in posta, molti di quelli che si presentavano al comando per pagare o per avere informazioni finivano nell’ufficio del capo che con gentilezza e tatto proponeva uno sconto, lo chiamava «sgravio», se il saldo era in contanti. Le telecamere e le intercettazioni della Guardia di finanza di Milano hanno registrato tutto.

L.B. deve pagare multe del 2010 per 1.352 euro. «Sarebbero 500, però gliela lascio al prezzo originario che era 260», gli propone Boselli che per convincerlo che tutto è legale fa fare bella figura al Comune. Con Equitalia «le sanzioni sarebbero il doppio» e «allora l’amministrazione ha preferito avvisare (…) e la persona può venire da me a conciliare» spiega all’automobilista che, deferente e forse anche un po’ sospettoso, gli risponde: «Mi sta facendo un favore, sì forse per me il favore non è giusto». «Mi sto prendendo delle responsabilità», replica il comandante prima di mettersi al computer e digitare «Pagato» sulla casella delle multe. Ma nelle casse del comune non va nulla.

Quando la notizia dell’iniziativa delle lettere «amichevoli» arriva a quello che il gip Roberto Arnaldi ritiene essere un amministratore del comune, questi (non è identificato) senza farsi domande si congratula. «Quando vengono (da me, ndr ) e sono proprio in crisi, gli faccio pagare la vecchia cifra, faccio finta di niente» risponde Boselli aggiungendo che c’è bisogno «conciliazione»: «Tu cosa mi devi 100 euro? Ok, facciamo così, se paga subito chiudiamo la pratica». L’ingenuo interlocutore è estasiato: «Questo è il bello, cioè eticamente… così bisognerebbe fare» perché le missive, come dice Boselli, vanno incontro ai cittadini: «Stiamo facendo apposta per risolvere il problema, almeno alla gente.. se no… con problemi economici che ci sono…».

Deve pagare 556 euro G.P, ma è come se ci fossero i saldi: «Ho 500, li ho appena prelevati». «Facciamo 500, basta che chiudiamo tutte le pratiche. Così, tranquillo lei, tranquilli tutti», risponde l’indagato aggiungendo, premuroso: «Capitasse qualsiasi cosa, dovesse arrivare ancora qualcosa, io le lascio il mio numero di cellulare», «di solito non lo do mai a nessuno». C’è quello che, sborsati 250 euro, non smette di ringraziare: «Molto gentile, fortunatissimo d’averlo conosciuto». «Se le capita parli bene dei vigili di Pieve», risponde l’agente, e aggiunge: «Le dico la verità, in questo momento sto infrangendo la legge però vabbè, male che vada cosa vuoi che mi fanno? Mi potranno condannare per che cosa? Per aver fatto del bene alle persone». Se la vedrà con il giudice (…)