Milano, Pisapia dà casa ai rom per 50 euro al mese: inchiesta Il Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 11:47 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 11:48
Milano, Pisapia dà casa ai rom per 50 euro al mese: inchiesta Il Giornale

Un campo rom

MILANO – Una casa popolare ai rom, in deroga alle norme di assegnazione, per pochi soldi  e spesso neanche quelli. Il Giornale si occupa di 75 alloggi che il Comune di Milano ha dato a rom e in alcuni casi a famiglie di origine croata e moldava. Il tutto sarebbe avvenuto per assegnazione diretta, senza bando insomma. Gli inquilini dovrebbero pagare un affitto simbolico, dai 50 ai 120 euro al mese, ma spesso non pagano nulla. Scrive Monica Serra:

«Molti di loro sono morosi, non hanno mai pagato un affitto», dichiara il consigliere regionale Fabio Altitonante, che per primo ha documentato il problema con foto, video (girati all’interno e all’esterno delle abitazioni interessate) e numeri alla mano. «Basti pensare che, soltanto nel primo bimestre del 2014, i morosi tra gli assegnatari di case Aler sono il 43 per cento, per un valore complessivo di 15 milioni e mezzo di euro». Noi siamo andati a vedere questi appartamenti. Nelle case non c’era nessuno, o magari chi c’era ha preferito non farsi vedere. Le palazzine sorgono in diversi quartieri della città. Famagosta, Lorenteggio, viale Molise sono solo alcune delle zone interessate. A giocare nei cortili solo qualche bambino. Salendo su per le scale di una delle strutture si trovano porte sfondate e poi riparate alla buona ma, al suono del campanello d’ingresso, nessuno risponde. Per documentare la presenza dei Rom, che pure si evince dai dati ufficiali, è necessario appostarsi la mattina presto, o la sera.

Come si decide a chi affidare gli alloggi? «La legge regionale stabilisce i criteri fondamentali – spiega Altitonante – ai Comuni spettano le assegnazioni e poi ci sono i gestori (a Milano Aler e MM). Oggi, quindi, è Palazzo Marino a gestire le assegnazioni delle case popolari. C’è una graduatoria, dove sono in lista d’attesa più di 24mila persone. Poi ci sono le assegnazioni in deroga, il 25% del totale all’anno. Che cosa significa? Palazzo Marino può dare case a sua discrezione. È una possibilità pensata per far fronte alle emergenze, ai casi sociali più gravi. Ma dalla teoria alla pratica le cose cambiano, molto». La metà di questi «casi gravi», circa il 47 per cento, secondo i dati forniti dal consigliere, sarebbero stranieri, quasi tutti di origine romena. Un altro punto fondamentale riguarda la burocrazia. Adesso il Comune decide sull’assegnazione dell’alloggio, poi trasmette la pratica al gestore, che deve combinare la richiesta con la disponibilità. E, nel frattempo, passano mesi. «Non è tollerabile- conclude Altitonante- le assegnazioni devono passare direttamente in capo ai gestori, eliminando i passaggi inutili, con l’obiettivo di garantire una casa a chi ha realmente bisogno: i milanesi in difficoltà».