Aldo Grasso: “Il brivido felino per Grillo dell’ex Tigre di Cremona”

Pubblicato il 7 ottobre 2012 11:02 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2012 11:04

ROMA – Mina ha fatto sapere di voler votare per il movimento di Beppe Grillo. Lo ha fatto con tanto di poster in stile Forrest Gump. Sul Corriere della Sera però Aldo Grasso, in un commento dal titolo “Il brivido felino per Grillo dell’ex Tigre di Cremona”, scrive:

Per carità, con quella voce può dire ciò che vuole. Da un po’ di tempo (il tempo passa per tutti), l’illustre esule Mina Anna Quaini — la grande, grandissima Mina — si è scoperta maître à penser, come dicono a Lugano. Tra una partita e l’altra di burraco ama filosofeggiare, specie sui propositi infranti del nostro sciagurato Paese. Ora ha deciso di scendere in campo in favore di Beppe Grillo (cantanti e giullari sono ormai gli unici che aspirano a diventare guru, guide spirituali), con un testo pubblicato sul sito M5S: «Corri, Forrest, corri», è l’esortazione della ex Tigre di Cremona, in onore dei Forrest Gump di tutto il mondo. Distratta dai suoi impegni (il disco annuale), poco attenta alla politica italiana, Mina scrive: «Riaperto l’oblò, ritrovo ancora te, Beppe, nello splendore dei riflettori. Scusa, ma non eri un trascurabile, insignificante, nulla politico? E quand’anche avessi avuto qualche vocina in capitolo, non dovevi per caso essere silenziato e relegato nel cosmico cantuccio del web, secondo ordini trasversalmente e uniformemente accettati?».

Insomma, dal dorato esilio, Mina pronuncia il suo endorsement per il Genovese. E meno male che si era ritirata dallo «splendore dei riflettori» perché non riconosceva più nell’Italia la sua patria, e meno male che è poco attenta alle vicende politiche! Mina non è mai stata così presente da quando è assente: un disco all’anno non sempre all’altezza della sua fama (venduto solo in Italia), duetti canori con altri guru, pungente editorialista (solo un grande filologo come Gianfranco Contini avrebbe potuto stilare una mappa delle sue variegate personalità stilistiche), saporosa opinionista. Entrata in conflitto con la sua immagine pubblica, così raccontano le cronache, ha eletto nel 1966 la Svizzera come «dolce terra pia» (o terapia) e dal 1989 è in possesso di un passaporto elvetico. Le tasse le paga a Lugano, dove sono inferiori del 20% rispetto alla media svizzera (non parliamo della media italiana, lacrime e sangue). Nella solitudine silenziosa lo spirito si fortifica, contempla solo brandelli di verità e abbandona i fatti alla loro mediocrità. È il debole che ha bisogno di Chiasso.

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