Mondiali Scherma. Podio azzurro, Errigo è d’oro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2014 10:14 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2014 10:14
Mondiali Scherma. Podio azzurro, Errigo è d'oro

Mondiali Scherma. Podio azzurro, Errigo è d’oro (Gazzetta)

ROMA – Podio tutto azzurro per la Nazionale Italiana di Scherma nel corso dei Mondiali in Russia. Ne parla La Gazzetta dello Sport in un articolo a firma di Stefano Arcobelli che riportiamo di seguito:

“È un’occupazione sistematica, un saliscendi felice ed ininterrotto (dal 2003) ai Mondiali: grida sempre diverse, urla che si confondono, voci che si scontrano. Le padrone del mondo nel fioretto sono solo le italiane che sgomitano e si esaltano per tenere un’imbattibilità imposta in ogni evento (sono campionesse olimpiche, mondiali ed europee in carica, occupano le prime 4 posizioni del ranking). Un fenomenale Grande Slam costruito ancora una volta dalla quarantenne Valentina Vezzali, da una debuttante come Martina Batini, da una campionessa uscente che resta sul podio più alto come Arianna Errigo.

 

Storie incrociate Una tripletta tricolore che non ammette dubbi sull’incontrastato dominio di ieri: le più forti nascono a Jesi, a Pisa, a Monza in un eterno alternarsi di facce feroci e sorridenti. Bisognerebbe assistere a un allenamento comune per capire come le quattro ragazze italiane stavano preparando questo sesto colpaccio iridato: la precisione, la passione, la classe. E tanti atteggiamenti diversi, modi differenti pur avendo lo stesso maestro (Giulio Tomassini) come la Vezzali e la Errigo. La sublimazione di questo emozionante sabato tricolore sono stati probabilmente i quarti di finale in contemporanea: nei quali l’esordiente Batini riusciva a stanare un’olimpionica come Elisa Di Francisca, incapace stavolta di gestire una certa stanchezza mentale dopo aver vinto l’Europeo; una Vezzali che si faceva beffe del nuovo talento americano Lee Keefer a cui pagava 20 anni di anzianità: e venti anni dopo Valentina è ancora sul podio mondiale, insieme alla pisana che nasceva nell’89 proprio quando la jesina conquistava il suo primo oro mondiale giovanile.

La preda Non è contenta del bronzo, perché voleva un’onorevole (anche di ruolo) finale che avrebbe meritato se non si fosse trovata davanti l’iridata uscente Errigo, diventata nelle parole di Vale «una preda che se la stringi al collo devi farlo fino alla fine altrimenti poi diventa più cattiva (cioè passa da 10-6 a 10-15, ndr ). Non si finisce mai di imparare, ma non finisce qui: tanto io non mollo». Urla al marito Mimmo che voleva la finale «non è possibile perdere sul più bello!», perché è stanca di queste semifinali che perde dall’Errigo e forse neanche per questo intende indietreggiare. Il maestro le dice «che non ha osato» e la Errigo le ha come riportato dentro quell’urlo di cui è capace solo lei.

Novità La finale era dell’Errigo, la finale era della Batini, capace di frustrare il sogno tunisino di Ines Boubakri, quinta nella classifica mondiale e non una sprovveduta, di scuola francese. Ma Martina è della scuola pisana di Di Ciolo, ed è capace di controllare nervi e stoccate come una che s’è liberata dei dubbi, dopo l’argento europeo, e deve solo pazientare perché di fronte in finale aveva solo una Errigo lanciata dal successo sulla Vezzali e per nulla, a quel punto, timorosa dell’ultimo successo per la conferma iridata di Budapest: qualcosa di epocale se si pensa che la doppietta consecutiva è riuscita soltanto a tre donne, due volte alla Vezzali (1999 e 2001; 2003 e 2005), una alla sovietica Valentina Sidorova (77-78) e alla tedesca dell’ovest Hanisch Hanim (‘79-81).

Rimpianti Davanti alla toscana c’è solo questa Errigo capace di tirar fuori ogni tipo di risorsa ed astuzia pur di respingere l’esordiente del quartetto. Eppure ha rimpianti, la pisana che ha tenuto testa alla compagna sino a metà: «Ero molto tesa, non mi sono accontentata, non ho dato il massimo e me ne pento. Sì ora manca l’ultimo salto». A stuzzicarla è proprio il c.t. Andrea Cipressa: «Ora tocca a lei…». Il mitico «Cippo» si gode il quartetto rosa e si tiene un po’ di fiele per i fiorettisti che non riescono ad avere la sfrontatezza delle compagne: «Una Vezzali superlativa, un’immensa, grandissima Errigo, una Batini confermatasi al meglio e capace di tirar fuori ciò che aveva dentro di latente. Ecco, vorrei sempre avere queste ragazze sfacciate e vincenti». Una cartina di tornasole definisce questo cappotto Cipressa, confezionato da un gruppo che sta trovando nella Errigo una nuova irruente leader, ma che necessita ancora dell’esperienza dell’inarrivabile Valentina, dell’enorme talento della Di Francisca e della new entry Batini che ha sacrificato una laurea in ingegneria per queste prime medaglie pesantissime. E lo show continua…”.