Monte Bianco, francesi e italiani litigano sui confini per colpa di un reality

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 giugno 2015 14:48 | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2015 14:49
Monte Bianco, francesi e italiani litigano sui confini per colpa di un reality

Monte Bianco, francesi e italiani litigano sui confini per colpa di un reality

ROMA – Italiani e francesi litigano per il Monte Bianco, complice un reality show. E’ successo in questi giorni sulle vette della montagna dove una troupe di Rai Due è arrivata, con tende e guide, per girare un reality. Una presenza che è servita ai francesi per dire: “Questa terra appartiene a noi”. Proprio a Punta Helbronner dove è stato inaugurato negli stessi giorni un nuovo impianto alla presenza delle autorità francesi, italiane, e del premier Renzi. Scrive Enrico Martinet per La Stampa:

Renzi ha saputo della disfida sul ghiacciaio. Così come saprà che quel reality di Rai2 sul ghiacciaio è servito a «rompere il ghiaccio» in cui sono conservati i confini di Stato fin dal 1865, quando i francesi si son fatti scappare la matita e hanno disegnato un’orecchia sul versante sud della montagna. Enclave che è diventata «legge» senza esserlo e che neppure una lontana interrogazione parlamentare di Luciano Caveri nel 1996 e una all’assemblea europea di tre anni dopo di Nicolò Rinaldi ha potuto risolvere. E nel 2011 anche Google Maps ne ha preso atto. Orecchia che segue un confine reinventato sia verso il Dôme du Goûter sia verso Punta Helbronner.

Complici i non proprio idilliaci rapporti tra Italia e Francia per la questione migranti e per il fronte poliziesco transalpino di Ventimiglia, antichi veleni sono riaffiorati anche sui ghiacciai. «Per noi – dice il presidente delle guide alpine della Valle d’Aosta, Guido Azzalea – è sempre più difficile lavorare sul versante francese. Poi questa storia dei confini…». Storia che ora proprio per quel campo base futuro di Rai2 seguirà le vie ufficiali, dal ministero fino all’Igm, l’Istituto geografico militare. Con tanto di rivisitazione dei confini di Stato che comprendono anche la prima parte della funivia che collega l’Italia alla Francia fin dal 1948. Sussulto di orgoglio di confine. Proprio la difficile situazione del Mediterraneo, aggiunta all’invidia transalpina per la nuova funivia-gioiello sul versante italiano, ha tenuto distante nel giorno dell’inaugurazione ufficiale tutte le autorità francesi, dal prefetto della Savoia fino al sindaco di Chamonix. Non c’era neppure un rappresentante della società funiviaria chamoniarda. Ma c’erano i giornalisti di France 3. E Renzi alla loro domanda in italiano sulla lettura dell’assenza, ha risposto in francese: «Ho visto in questi giorni tra Bruxelles e Milano sia il presidente Hollande sia il ministro Ségolène Royal. A loro ho detto che sarei venuto sul tetto d’Europa. Abbiamo buone relazioni e spero che rimangano della stessa intensità e amicizia».