Rassegna Stampa

Monte Livata, Alexia Canestrari interrogata: “Così ci siamo persi”

alexia canestrariROMA – Si è persa. E quando ha cercato di tornare indietro o di scendere verso la valle, si è trovata di fronte un’altra montagna, un incubo che ora le fa promettere: “Non metterò mai più piede in un bosco”. La storia è tutta qui, ripete Alexia Canestrari, la mamma che la notte di San Silvestro si è persa, assieme a due bambini, nei boschi di Monte Livata, in provincia di Roma.

Ieri, 5 gennaio, i carabinieri del gruppo Frascati, come scrive Adelaide Pierucci sul Messaggero, l’hanno ascoltata nuovamente per ricostruire i dettagli della brutta giornata di cui è stata protagonista con la figlia Nicole e il piccolo Manuel di cinque anni.

“I bambini volevano vedere gli scoiattoli e ci siamo incamminati. All’inizio ho seguito le indicazioni del sentiero, poi quando mi sono accorta che eravamo andati troppo avanti ho pensato che l’unico modo per salvarli fosse trovare un riparo per loro, in un posto sicuro, e proseguire”. Agli investigatori che le hanno chiesto perché non fosse tornata indietro ha spiegato che dal punto della montagna su cui era arrivata vedeva delle case: “Credevo che proseguendo ancora lungo quella strada avrei cominciato a scendere verso la valle, in lontananza vedevo delle luci (gli investigatori hanno ricostruito che le luci corrispondevano al piccolo borgo di Vallepietra, ndr). E invece, andando ancora avanti mi sono semplicemente trovata di fronte a un’altra montagna”.

Più difficile la testimonianza di Adelaide, l’ex moglie di Emanuele Tornabuoni che all’ex marito e all’attuale compagna aveva appunto affidato suo figlio Manuel. Le due donne non si sono incrociate neppure in caserma: prima è stata sentita una poi l’altra. Adelaide, al momento, non ha ancora deciso se sporgere denuncia contro Alexia Canestrari, ha interrotto la testimonianza dopo poco, chiedendo di essere riascoltata più avanti. Agli amici e allo stesso ex marito Emanuele, ha già detto di non aver condiviso la decisione di Alexia di lasciare i due bambini per proseguire da sola. Ma ai carabinieri ha anche spiegato di non aver ancora deciso sul da farsi. Una scelta difficile, la sua, soprattutto perché al momento, la procura di Tivoli non è intenzionata a procedere d’ufficio. A meno che la mamma di Manuel decidesse di sporgere denuncia per lesioni colpose e mancata vigilanza.(…)

Rinaldo Frignani sul Corriere della Sera invece si sofferma sull’indagine avviata dalla Procura di Tivoli, con il procuratore capo Luigi De Ficchy

«Quella mattina, all’ora di pranzo, sono uscita con i bimbi per giocare e fare un pupazzo di neve vicino al residence — avrebbe raccontato la trentenne ai carabinieri del Gruppo di Frascati —, poi Manuel ha visto uno scoiattolo nella faggeta, voleva seguirlo e così con Nicole ci siamo incamminati nel sentiero. Pensavo che avremmo fatto una specie di percorso circolare che ci avrebbe riportato al residence, ma così non è stato, e mi sono persa. Forse la situazione mi è sfuggita di mano. Non conoscevo quei luoghi, pensavo che prima o poi avremmo incontrato qualcuno o qualcosa, ma non c’era nessuno e il telefonino aveva smesso di funzionare».

Gli investigatori, coordinati dal tenente colonnello Luciano Magrini, hanno un’idea piuttosto chiara di quello che è accaduto quando la trentenne si è persa con i bambini — e considerano la sua versione «verosimile» —, ma vogliono anche fare luce su quello che è successo prima della passeggiata e quando la donna, nel cuore della notte, ha lasciato i piccoli ormai esausti. Toccherà alla Procura prendere eventuali provvedimenti. Saranno ricostruiti i rapporti familiari, le disposizioni sull’affidamento di Manuel al padre per Capodanno e le modalità con cui è stato dato l’allarme sempre dall’imprenditore, al suo rientro dalle piste da sci: da ambienti investigativi non si esclude che proprio a Tornaboni possa essere contestato il fatto di aver affidato senza permesso alla compagna il figlio avuto con l’ex moglie. Ieri gli investigatori dell’Arma hanno concluso il sopralluogo cominciato nei giorni scorsi sui monti fra Campo dell’Osso e Vallepietra dove si sono sviluppate le ricerche dei dispersi. Due giorni fa i vertici del Soccorso alpino regionale (Cnsas Lazio), con il vice delegato Silvio Orazzini, hanno consegnato una relazione ai carabinieri sulle ricerche svolte a Monte Livata, orari e spostamenti gps: Alexia Canestrari ha percorso 7,5 chilometri, i bambini poco più di cinque. Presto saranno chiamati a descrivere la loro odissea.

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