Rassegna Stampa

Monti-Letta: Pil e consumi a picco, Francesco De Dominicis su Libero

Monti-Letta: Pil e consumi a picco, Francesco De Dominicis su Libero

Monti-Letta: Pil e consumi a picco, Francesco De Dominicis su Libero

ROMA – “La cura Monti-Letta: debito mai così alto Pil e consumi a picco” scrive Francesco De Dominicis su Libero:

Debito pubblico record. Entrate fiscali in calo. Prodotto interno lordo sotto i livelli del 2000. Consumi crollati. Giù l’occupazione nelle grandi imprese.

Da qualunqueparte lasiguardi, lafo- tografia dell’Italia 2013 scattata dall’Istat è piena di ombre. Se si vuoletrovareuno sprazzodiluce, nei dati diffusi ieri dall’Istituto na- zionale di statistica, bisogna sco- vare nel rapporto deficit/Pil fermo al 3% che è certamente una buona notizia,ma èpurveroche ècosta- to parecchio, in termini di sacrifici, ai contribuenti italiani. Il docu- mento Istat rappresenta in qual- che modo il bilancio finale di due anni di governi tecnici (quello di MarioMonti) edi esecutivisoste- nuti da grandi alleanze parlamen- tari (quello di Enrico Letta). Due anni di austerity, distangatefiscali e di promesse non mantenute di tagli agli sprechi nella spesa pub- blica. Spending review: mai vista. Due anni in cui il Paese avrà pu- re arrestato la recessione, ma adesso si trova davanti una non menograve fasedi stagnazione.E con un’inflazione bassissima, co- me ha ricordato sempre ieri il Fondo monetariointernazionale, la ripresa è arischio. Per ora biso- gnafarei conticonun’economia sostanzialmente ferma. E bene è andata.Difficile faredi meglio,in effetti,con unbuconei contipub- blici che ha raggiunto, alle fine dello scorso anno, il 132,6% del Pil. E con lo stesso prodotto interno lordo che è calato, in dodici mesi, dell’1,9% scendendosotto ilivelli registrati nel 2000. Dato in grado dismentire, peraltro,le ultimesti- me di Letta che aveva indicato una diminuzione dell’1,7%. Dunque, l’Italia annaspa, considerando che nel 2012 (Monti a palazzo Chi- gi) il Pil era crollato del 2,4%. Due anni disastrosi, insomma. Consi- derazioni,queste, chepotrebbero essere contestate da quanti so- stengonoche senzalacura daca- vallotargata Monti-Lettasarebbe andata peggio. Le indicazioni sui consumi e quelle sull’occupazio – ne nelle grandi aziende, però, par- lano chiaro: -3,1% le spese delle famigliee -1,3%illavoro nellein- dustrie. Non solo.I dati sulleentrate tri- butarie (-0,3%) confermano l’au – togol: in calo èrisultato il gettito di Imu, Iva e accise, cioè tutti i balzel- liinaspriti nel2012 enel 2013.Un trend negativo che ha fatto scen- dere la pressione fiscale. Tuttavia, cheil pesodelletasse sia«calato» (di appena 0,2 punti percentuali al 43,8%) non è una nota di merito né per Monti né per Letta. Sem- mai è la conferma che, quando si alza troppo l’asticelladel prelievo fiscale, gli effetti sul versante del gettito sono controproducenti: più alzi le aliquote, meno quattrini arrivano nelle casse dello Stato. Negli Stati Uniti – era il 1980 – un certo Arthur Laffer lo spiegò al candidato repubblicano alle pre- sidenziali, Ronald Reagan. Era (solo) un attore, ma comprese il meccanismo conuna «curva»di- segnata su pezzo di carta.

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