Multe a chi getta sigarette e gomme a terra: fino a 150 euro. Anche in acqua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 novembre 2014 8:45 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2014 8:47
Multe a chi getta sigarette e gomme a terra: fino a 150 euro. Anche in acqua

Mozziconi di sigaretta

ROMA – Da luglio chi butterà chewing gum e mozziconi di sigarette per strada o nei fiumi rischierà una multa da 30 a 150 euro. Va comunque meglio che a Singapore, dove chi butta cicche e gomme a terra viene punito con un certo numero di frustate. I comuni dovranno però installare appositi raccoglitori per le sigarette e le gomme da masticare.

Scrive Andrea Mascolini su Italia Oggi:

La camera approva il collegato ambiente alla legge di stabilità 2014. Il provvedimento, che passa al senato per il seguito dell’esame, prevede l’applicazione di multe da 30 a 150 euro per i fumatori che gettano i mozziconi di sigarette e i chewing gum per strada, nelle acque e negli scarichi. Dal canto loro, però, i comuni saranno tenuti a predisporre nelle strade, nei parchi pubblici e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori dove lasciare mozziconi e gomme da masticare. Infine, anche i produttori di sigarette e di gomme da masticare dovranno provvedere a sensibilizzare i consumatori sui danni ambientali derivanti dall’abbandono dei mozziconi e delle gomme da masticare. Il disegno di legge stabilisce che la metà dei proventi derivanti dalla riscossione delle multe dovrà essere convogliato in un Fondo istituito presso il ministero dell’ambiente, mentre l’altro 50% servirà ai comuni per lanciare campagne di informazione e di sensibilizzazione anche per la «pulizia del sistema fognario urbano». Un importante intervento riguarda poi le zone a rischio idrogeologico con la possibilità di procedere alla demolizione di immobili e opere abusive attingendo a un apposito fondo (10 milioni per il 2014).

Se, però, i comuni non realizzeranno gli interventi entro quattro mesi, saranno tenuti a restituire i fondi al ministero. Prevista anche una multa (da 2.000 a 20.000 euro) per il proprietario dell’immobile che si rifiuta di rimuovere il manufatto abusivo in zona ad alto rischio idrogeologico. Molto corposa la parte che riguarda gli appalti pubblici per i quali si punta a incentivare i concorrenti muniti di registrazione Emas (che certifica la qualità ambientale dell’organizzazione aziendale) o di marchio Ecolabel (che certifica la qualità ecologica di «prodotti», comprensivi di beni e servizi). Il beneficio consiste in una riduzione del 30% per i possessori di registrazioni Emas; del 20% per i possessori della certificazione Uni En Iso 14001, o del marchio Ecolabel, della cauzione «provvisoria» a corredo dell’offerta. Il disegno di legge dispone inoltre che nella formulazione delle graduatorie costituisca elemento di preferenza la registrazione Emas delle organizzazioni pubbliche e private e la richiesta di contributi per l’ottenimento della certificazione Ecolabel di prodotti e servizi, per l’assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale (la misura si applicherà nella programmazione dei fondi comunitari 2014-2020). Per gli appalti di forniture di beni e di servizi, si dovranno sempre prevedere le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei «Criteri ambientali minimi «(Cam) per l’acquisto di servizi energetici per gli edifici, di attrezzature per l’ufficio e di lampade. Sarà poi l’Osservatorio dei contratti a monitorare l’applicazione dei criteri ambientali minimi che, peraltro, saranno elementi premianti nei punteggi attribuiti in sede di gara.

Nelle gare d’appalto per la realizzazione di pavimentazioni stradali e barriere acustiche, anche ai fini dell’esecuzione degli interventi di risanamento acustico dovranno essere previsti negli atti di gara punteggi premianti per i prodotti contenenti materiali post consumo nelle percentuali fissate in sede di definizione di criteri ambientali minimi. Viene previsto che la presidenza del consiglio gestisca la messa a punto della «Strategia nazionale delle green community», come strumento per istituire un «nuovo rapporto sussidiario e di scambio» tra comunità rurali e di montagna e comunità urbane e metropolitane.

Prevista la predisposizione della Valutazione di impatto sanitario (Vis), in conformità alle linee guida predisposte dall’Istituto superiore di sanità, per alcuni progetti di raffinerie di petrolio greggio, impianti di gassificazione e liquefazione, terminali di rigassificazione. Non sono invece passate alcune norme del disegno di legge che prevedevano l’istituzione della commissione tecnica unificata per i procedimenti di valutazione impatto ambientale e autorizzazione integrata e l’esclusione dalla verifica di assoggettabilità alla Vis della parte dei piani di gestione del rischio alluvionale. Sarà sperimentato il sistema del «vuoto a rendere» anche per le bottiglie di plastica. Viene infine prevista la proroga fino al 31 dicembre 2015 della moratoria sulle sanzioni Sistri (Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi) a carico delle imprese e degli artigiani, commercianti e agricoltori.