Napoli. Peppe Barra e James Senese: immigranti basta non possiamo ospitarne più

Pubblicato il 16 Agosto 2014 - 09:16 OLTRE 6 MESI FA
Napoli. Peppe Barra e James Senese: immigranti basta non possiamo ospitarne più

Peppe Barra: Basta con gli immigranti. E James Senese gli dà ragione

NAPOLI – L’attore e cantante napoletano Peppe Barra ha lanciato un duro attacco contro i clandestini e gli immigrati in genere, sparando un po’ nel mucchio ma ottenendo un certo consenso:

“Stanno deturpando, lordando, svilendo Napoli. Questi immigrati sono maleducati, arroganti, cattivi”,

ha detto e Antonio Di Costanzo di Repubblica ha raccolto le sue parole mentre infuria la polemica.

Peppe Barra, attore-cantante, amico di Miriam Makeba, ha scritto Antonio Di Costanzo,

“si è lasciato andare a uno sfogo contro le politiche di accoglienza degli stranieri che inevitabilmente ha scatenato dure polemiche. «Non voglio dire più niente», afferma Barra dalla sua casa nella zona del Museo archeologico, cuore antico di Napoli, nello stesso palazzo nel quale vivono «stipati in 4 stanze almeno 50 cingalesi, che sono un popolo dolce, ma che nei week-end si ubriacano, diventano tremendi e accoltellano. Non ti dico i rumeni, i tunisini, i marocchini», come ha detto in una videointervista.

«C’è poco da aggiungere. Chi mi conosce sa che persona sono e perché continuo a vivere a Napoli senza andare via al contrario di altri colleghi. Parlerò quando questo caos sarà passato e si potrà fare una riflessione più pacata».

Nella videointervista, ripresa dal “Corriere del Mezzogiorno”, Barra ha detto che il suo «non è razzismo ma paura. L’immigrazione dovrebbe essere più controllata. C’è disagio per i napoletani che li ospitano». E, riferendosi ai migranti accolti al porto di Salerno sostiene: «Serve buon senso, uno smistamento. Sono troppi tutti e cinquemila qui. Perché devono venire in Campania? Noi italiani ci siamo comportati bene quando emigravamo [Mafia a parte, viene da osservare; il Padrino replicherebbe: era legittima difesa dalle angherie anglosassoni e irlandesi]. Questi che fanno? Stanno portando solo danni, prostituzione e droga. Tutto il mio rione è roba loro. Sono cattivi, arroganti, scostumati. Non siamo più padroni della nostra città»”.

Secondo un copione abbastanza prevedibile, dando voce alla sinistra buonista che ha un po’ stufato, il sindaco di Napoli e ex magistrato Luigi de Magistris ha attaccato Peppe Barra, che secondo De Magistris, dovrebbe chiedere scusa:

“Dispiacciono le parole di Barra verso la cui attività artistica nutro ammirazione, parole offensive per i migranti e per quanti operano per l’accoglienza e che contrastano anche con la tradizione di Napoli. L’integrazione è la sfida di questo secolo alla quale non possiamo sottrarci, perciò Napoli ha deciso di riconoscere la cittadinanza onoraria ai figli dei migranti, aspettando che si colmi il vuoto legislativo”.

Contro la retorica buonista di un politico, parla chi in mezzo a questi problemi ci vive:

” Don Guido Cumerlato, parroco di frontiera a Pescopagano, la striscia di terra tra Mondargone e Castel Volturno, teatro di scontri a luglio fra comunità bianca e nera:

«Barra, probabilmente, parla di un malessere che vive in prima persona. Interpreto il suo sfogo in senso positivo, come una richiesta di aiuto per affrontare un problema. Dobbiamo promuovere soluzioni fattibili non a discapito degli stessi italiani che soffrono per mancanza di un tetto e sono stretti in situazioni di povertà. Lo straniero va educato e responsabilizzato, nel senso che entra in una cultura diversa e deve rispettare quei principi civili che trova, assumendo uno stile di vita che prima non gli era conforme. Non dobbiamo imparare solo noi l’inglese ma anche loro l’italiano. Bisogna darsi una mano reciproca».

Dalla parte di Peppe Barra anche il musicista napoletano di colore James Senese:

“Capisco Peppe Barra. La verità è che non ci si può buttare alla cieca e trasferirsi a Napoli così, senza avere un talento su cui puntare. Peppe ha sollevato un problema. Forse poteva usare parole diverse, ma in fondo non ha detto nulla di falso. È una persona nobile. Non è un razzista. Purtroppo gli immigrati vengono qui pensando di trovare l’oro, invece, non trovano niente”.

Chiudere le frontiere? provoca Antonio Di Costanzo:

“Io dico che in qualsiasi posto del mondo si va occorre poter avere delle chance. Ma in Italia non ce ne sono. Non contiamo niente. È il sistema che fa in modo che quello che avviene sia colpa degli immigrati anche se loro di colpe in realtà non ne hanno. È il nostro sistema che ha creato questa situazione che schiaccia i più deboli. Secondo me dovrebbero restare in Africa. Realizzarsi lì. Nelle loro città. Ricostruire la loro nazione. È chiaro che quando arrivano in Italia si trovano spaesati. Non sanno cosa fare, dove andare […] ma non possiamo ospitare tutti”.