Noi, passeggeri ancora orfani delle nostre valigie. Valeria Costantini, Corriere della Sera

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Agosto 2014 11:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2014 11:54
L'articolo del Corriere della Sera

L’articolo del Corriere della Sera

ROMA – “Il signor Paolo Botta – scrive Valeria Costantini del Corriere della Sera – è arrabbiato: come tanti altri turisti è rimasto incastrato nella rete dei disservizi che hanno travolto Alitalia e l’aeroporto di Fiumicino, provocati dalle agitazioni del personale contro i licenziamenti previsti dall’accordo con Etihad”.

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Le 20 mila valigie accumulate negli hangar dello scalo romano sono sparite, partite verso i proprietari, ma non tutte sono ancora tornate tra le loro braccia. «Avrei voluto imbarcare sul Roma-Parigi del 5 agosto due valigie: una doveva essermi recapitata oggi (ieri, ndr) in Francia: ovviamente non mi è arrivata. L’altra invece è dispersa» racconta Paolo che denuncia sia il «decesso» da giorni del world-tracking, che permette di seguire on line il proprio bagaglio, sia la lotteria dei numeri di emergenza da chiamare. «Essere cliente Freccia alata plus per Alitalia non conta nulla perché “loro” non si occupano dei bagagli (ne prendono anzi le distanze quasi fosse un’altra azienda)», si sfoga il signor Botta.
Ma non è l’unico orfano di valigia. Maria Lucia Tondelli il 5 agosto è volata con marito e figlia di 12 anni verso Praga: la famigliola è tornata a Roma sabato scorso e ancora attende i bagagli. «Eravamo partiti con quasi due ore di ritardo, nessuno ci aveva avvertiti dello sciopero, code interminabili per la denuncia, stress e poi una settimana di vacanza rovinata, in cui abbiamo dovuto spendere oltre mille euro solo per rifarci il guardaroba», riassume Maria. Agli uffici della Confconsumatori storie simili si moltiplicano ogni giorno. Come quella di F.M., poliziotto della provincia di Padova.
«È stata un’odissea. Il 4 agosto partenza da Venezia a Lamezia Terme con scalo a Fiumicino. Volo cancellato e ri-partenza il giorno dopo – descrive il suo viaggio-incubo l’agente -. Io arrivo, la valigia (e questa è la cosa grave) con le mie divise all’interno invece no. Sono ancora in Calabria per servizio ma senza vestiti». Filippo Gonsales, 32 anni, romano, di ritorno il 6 agosto da una vacanza in Sicilia, la valigia l’ha recuperata da solo tra i meandri di Fiumicino, trovandosi di fronte scene apocalittiche. «Mi hanno fatto entrare nell’area dei nastri-bagagli dello scalo il giorno dopo. C’era il caos – racconta – Centinaia di valigie accumulate a terra, nessuno le controllava. Io, incredibilmente, ho trovato e preso la mia, ma avrei potuto tranquillamente uscire con altri bagagli!».