Rassegna Stampa. I partiti chiedono a Monti una nuova fase. Indagato Formigoni

Pubblicato il 26 luglio 2012 9:19 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 9:24
La prima pagina de Il Corriere della Sera

Il Corriere della Sera 26-7-12

Vigilia per le Olimpiadi di Londra. Domani l’inaugurazione dei Giochi con la cerimonia d’apertura nel nuovo Stadio Olimpico. Il Corriere della Sera: “Londra teatro del mondo I Giochi nell’era della crisi.”

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Crisi. I partiti chiedono a Monti una nuova fase. Un traballante sistema anfibio. Editoriale di Giovanni Sartori:

“Quando il presidente Napolitano insediò un governo tecnico (di tecnici) non era chiaro come quel governo dovesse o potesse governare. In Italia il solo precedente di un’esperienza analoga è stato il governo Dini; ma fu un caso molto anomalo. Quel governo fu indicato al presidente Scalfaro da Berlusconi (quando fu sbalzato di sella a sorpresa da Bossi), e quindi nacque come un esecutivo implicitamente di centrodestra; ma poi Berlusconi gli votò quasi subito contro (era alle prime armi) e la sinistra colse l’occasione per sostenerlo come un governo, appunto, di sinistra. Dini capì esattamente come questa strana genesi non impediva a un governo, appunto, tecnico di governare. E nei limiti di elasticità che la sinistra gli doveva consentire, governò bene. Resta il fatto che il governo Dini fu un caso a sé che non fa precedente.”

Se gli italiani sventolassero la Bandiera dell’Europa. L’anilisi di Aldo Cazzullo:

“Le Olimpiadi sono anche l’occasione per riscoprire Paesi esotici dai vessilli coloratissimi, isole caraibiche note solo come paradisi fiscali, repubbliche caucasiche che schierano lottatori e sollevatori di pesi. C’è una sola entità politica che diserta le Olimpiadi: l’Europa. E c’è una sola bandiera che sul podio, negli stadi, nelle piscine non si è vista mai, ma proprio mai: la bandiera europea. Per questo avrebbe un significato storico se fossero gli azzurri i primi a mostrarla al mondo.
Intendiamoci: è bello, ogni quattro anni, riscoprire lo spirito nazionale, seguire la classifica del medagliere, emozionarsi per il proprio inno, tifare per atleti eternamente giovani fieri di rappresentare il loro Paese. E’ l’essenza dello spirito olimpico, e lo sarà sempre.”

I partiti e la legge elettorale. Nuovi tatticismi allontanano le urne. La paura di finire tutti in fuorigioco. Lo scenario di Francesco Verderami:

“Il provincellum per i partiti vorrebbe dire non controllare nulla, e andare alle elezioni sarebbe come puntare alla roulette. Il Cavaliere ha visto una simulazione fatta sulla circoscrizione Lombardia due, che abbraccia numerose province della regione. Risultato: i quattro eletti del Pdl verrebbero tutti da Varese.
Apriti cielo, Berlusconi è andato su tutte le furie. «O si cerca un altro modello oppure andiamo in Parlamento e votiamo a maggioranza». Panico. «Sì, a maggioranza», ha insistito: «L’ha detto anche Napolitano…». Così gli sherpa della «strana maggioranza» sono tornati al lavoro, e se è vero che l’accordo è più vicino di quanto non si dica, se è vero che la prospettiva di varare la riforma per andare alle urne in autunno non è ancora tramontata, «con una certa inerzia — come racconta un ministro — si ripropone la prospettiva del voto nel 2013». Perché tutti i protagonisti del patto vogliono evitare di farsi pescare in fuorigioco. Nessuno escluso.”

Scandalo sanità in Lombardia. Un avviso a Formigoni “Tutto qui? Non lascio”. Articolo di Andrea Senesi:

“Vincerà «dodici a zero», pronostica. Ma intanto confessa, per la prima volta, di non sapere se il 2013 lo passerà ancora a Palazzo Lombardia o se cederà alle sirene «romane», magari, chissà, per un posto in Parlamento come un peone qualsiasi. Roberto Formigoni raccoglie la notizia dell’invito a comparire in Procura per «corruzione aggravata dal carattere transnazionale dal reato» (annunciata dal Corriere il 23 giugno scorso) mentre si trova al Senato per un’audizione in commissione Sanità. Il tempo di prendere l’aereo per Milano e via con l’ormai tradizionale show a beneficio di telecamere a taccuini nella sala stampa dell’undicesimo piano del nuovissimo Palazzo Lombardia.”

Il caso. E il Molise premiò il dirigente in galera. Inchiesta di Gian Antonio Stella:

“Carugno è accusato di avere rubato soldi regionali. Il che conferma come la distribuzione dei «premi» messi a bilancio sotto la voce «merito» avvenga con criteri a pioggia che col merito non hanno niente da spartire. Il tema è una ferita che sanguina da tempo. Basti ricordare la denuncia che fece qualche anno fa, alla vigilia dell’ultimo governo Berlusconi, l’allora ministro per la Funzione pubblica, Luigi Nicolais. Il quale ammise che «il tentativo di misurare l’efficienza di chi dirige gli uffici pubblici», avviato dal governo D’Alema nel lontano 1999 con la legge 286 che prevedeva una ricompensa aggiuntiva per i dirigenti sulla base del raggiungimento o meno degli obiettivi fissati, non aveva dato «i risultati sperati». Un eufemismo.
La prova era nei numeri: su 3.769 altissimi funzionari addetti alla macchina statale, quelli premiati col massimo bonus possibile erano 3.769. Come se fossero tutti purosangue. Tutti bravissimi, puntualissimi, rigorosissimi. Senza un solo somaro, un ronzino, un brocco che meritasse un minimo di castigo… Come se tutti gli obiettivi prefissi fossero stati raggiunti.”

La prima pagina de La Repubblica

La Repubblica 26-7-12

La Repubblica: “Corruzione, indagato Formigoni.” Scrive Sandro De Riccardis:

“È una nota ufficiale del capo della procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, alle 13.45, a confermare ufficialmente quello che Roberto Formigoni ha cercato di negare fino a pochi minuti prima: il governatore della Lombardia è indagato per corruzione aggravata dal carattere transnazionale. L’inchiesta è quella sui presunti fondi neri creati dai 70 milioni distratti dalla clinica Maugeri. Secondo l’impianto accusatorio del procuratore
aggiunto Francesco Greco e dei pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta, il politico avrebbe ricevuto “utilità” pari a 8 milioni e mezzo di euro, in cambio di quindici delibere regionali. Una legislazione in ambito sanitario che avrebbe garantito alla Fondazione Maugeri rimborsi per ben duecento milioni dal 2001 al novembre 2011.”

Annuncio shock dei Comuni “Stipendi di agosto a rischio troppi tagli e basso gettito Imu.” L’inchiesta di Roberto Petrini:

“Ad agosto alcuni Comuni, come Lecce, rischiano di non riuscire a pagare gli stipendi dei propri dipendenti». Lancia l’allarme il vicepresidente dell’Anci, e sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, ieri al termine della riunione della Conferenza Unificata. Interpellato conferma: «Sono in difficoltà tutti i Comuni che hanno incassato tra il 30 e il 50 per cento con l’acconto di giugno rispetto alle stime complessive dell’intero anno. Complessivamente a fine agosto il sistema degli 8.000 comuni italiani dovrà trovare 1,2 miliardi per pagare gli stipendi ai propri dipendenti.
A pesare sulle casse dei Comuni e sulla liquidità di agosto lo scarso successo, in molti casi, dell’acconto di giugno dell’Imu che è rimasto fermo al 30-40 per cento del gettito complessivo stimato per fine anno. Molti cittadini evidentemente hanno sfruttato pienamente le possibilità offerte dalla reteizzazione: tre rate (giugno, settembre e dicembre) per la prima casa e due rate (giugno e dicembre) per la seconda casa. Pochi hanno pagato in unica soluzione, visti i tempi di crisi che corrono.”

Il Fatto Quotidiano: “Chi l’avrebbe mai detto, Formigoni indagato.” Trattativa Stato-mafia. Prendi uno, paghi due. Editoriale di Marco Travaglio:

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“Oddio, c’è il processo alla trattativa e non so cosa mettermi: è l’atteggiamento dominante dei giornali alla notizia delle richieste di rinvio a giudizio per la trattativa Stato-mafia. Libero si affida alla sapiente penna del mèchato, che su carta è anche peggio che in tv. Parla di “trattativa fatta non si sa da chi e per ottenere cosa”: per rispondere potrebbe leggere le richieste della Procura, fitte di nomi e moventi, ma è troppa fatica. Meglio invocare “una commissione d’inchiesta per scoprire le responsabilità di chi i veri colpevoli non li ha scovati”. E lui sa già chi sono. Tenetevi forte: “una dozzina di pm e una trentina di giudici” siciliani che han “buttato 20 anni nel cesso”. Ecco: i depistaggi su via D’Amelio e trattativa non sono colpa dei poliziotti che costruirono il falso pentito Scarantino, ma dei magistrati. Fortuna che poi è arrivato Spatuzza con l’ “autoaccusa riscontratissima” (da chi? dai pm colpevoli, naturalmente). Che però non è più riscontratissima quando parla di B. e Dell’Utri: lì Spatuzza è stato “ridicolizzato dai fratelli Graviano”, due boss stragisti che negano di essere mafiosi e persino che esista la mafia. Meno male che ai tempi di Falcone il mèchato andava all’asilo, altrimenti avrebbe scritto che Michele Greco e Pippo Calò avevano ridicolizzato Buscetta.”

Scorta della polizia a due condannati per le botte alla Diaz. Scrive Ferruccio Sansa:

“Si rischia di assistere a una scena surreale, con i condannati che vengono scortati dai loro colleghi a scontare la pena appunto presso i servizi sociali”, sussurra nei corridoi del Viminale qualche “dissidente”. Aggiunge: “Una protezione va bene, ma qui parliamo di una tutela di primo livello, cui hanno diritto figure di primissimo piano dello Stato. Mentre tante persone che hanno chiesto protezione non la ottengono. Si corre il rischio di rinfocolare le polemiche. Di dare l’impressione che i vertici della polizia continuino a stare dalla parte di funzionari condannati per reati gravi. È un segno inquietante, dopo che invece erano arrivate, per la prima volta, delle scuse da parte di Antonio Manganelli.”

Mini-piano europeo anti-spread. Il Sole 24 Ore: “Azione in due tempi contro la speculazione: subito acquisti dell’Efsf sul mercato primario, a settembre l’Esm con licenza bancaria.”

Cartucce vere per non finire. Editoriale di Guido Gentili:

“Mai resa dei conti fu più prevista. Il rischio-contagio fece la sua apparizione nel 2010, quando deflagrò il caso Grecia. È da allora che l’Europa ed il suo braccio monetario, la Bce, e dietro di loro i governi nazionali, rincorrono i mercati. I quali, essendo per natura più veloci, dettano i tempi della crisi, infischiandosene dei vertici politici poco o per nulla concludenti e delle solenni dichiarazioni sull’irreversibilità dell’euro. Tanto era prevedibile e previsto l’attacco finale all’eurozona ad agosto, in una sorta di D-Day alla rovescia, che già a fine luglio il fuoco divampa minaccioso. Pompieri veri, in giro, se ne vedono pochi. E quei pochi che pure hanno le idee chiare su come circoscrivere l’incendio devono attendere il «via libera» degli azionisti forti, in una catena decisionale complessa e del tutto particolare. Il caso della Bce e del suo presidente Mario Draghi è esemplare.”

La prima pagina de Il Messaggero

Il Messaggero 26-7-12

Il Messaggero: “Sanità, indagato Formigoni.” Quale Stato contro la mafia. Editoriale di Giovanni Sabbatucci:

“Dunque la procura di Palermo ha concluso il suo delicato lavoro e ha chiesto (si badi bene: chiesto) al giudice per l’udienza preliminare il rinvio a giudizio di dodici persone per quella che ormai comunemente, con una certa dose di semplificazione, viene chiamata «la trattativa mafia-Stato» degli anni 1992-1994. Colpisce innanzitutto la lista dei possibili imputati, che vede accomunati, sia pur con diverse ipotesi di reato, i capi supremi di Cosa nostra dell’epoca con due ex ministri e due generali dei carabinieri. 
Solo il compimento dell’iter processuale, che non sarà breve né semplice, potrà aiutarci a capire con qualche ragionevole certezza che cosa sia accaduto in quegli anni: se uno o più rappresentanti delle istituzioni si siano resi responsabili di colpe, errori od omissioni e se quegli errori siano o meno configurabili come reati. Eppure, a leggere molte cronache giudiziarie di questi giorni, si ha l’impressione che il quadro sia ormai chiarissimo, restando solo da stabilire le quote delle responsabilità individuali.”

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