Olindo Romano: “Io in carcere ma innocente. E Bossetti…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2015 17:22 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2015 17:27
Olindo Romano: "Io in carcere ma innocente. E Bossetti..."

Olindo Romano: “Io in carcere ma innocente. E Bossetti…”

ROMA – Sveglia alle 8, lavori in carcere, il pranzo, la pulizia della stanza. La sera la soap preferita, le lettere di amici e “fan”, poi a letto alle 23. E’ la vita in carcere di Olindo Romano, condannato all’ergastolo per la strage di Erba insieme alla moglie, Rosa Bazzi. Morirono Raffaella Castagna (30 anni), suo figlio Youssef Marzouk di 2, sua madre Paola Galli di 60 e un’ altra residente del palazzo: Valeria Cherubini, 55. Ecco cosa ha detto Olindo in un’intervista a Libero:

Lei e sua moglie prima vi siete autoaccusati e poi vi siete professati innocenti. Perché avete confessato, se non avete commesso la strage?

«È successo il 10 gennaio (2007, ndr), quando un carabiniere della scientifica di Como è venuto per prendermi delle impronte. Con lui ce n’ era un altro, che non doveva essere lì e mi chiedo: chi l’ ha mandato?».

E cos’ è successo?

«Soprattutto lui, con insistenza, mi ha prospettato la migliore via d’ uscita dalla mia situazione, e a Rosa hanno detto la stessa cosa».

Scusi, signor Romano: lei e sua moglie Rosa eravate accusati di reati gravissimi. Come potevate credere che la migliore via d’ uscita fosse confessare un crimine mai commesso?

«Sul momento mi è sembrato il minore dei mali, non avevo capito che ero finito in qualcosa di più grande di me. Chiamatela come volete: manipolazione, trappola psicologica… L’ avvocato d’ ufficio è stato travolto pure lui».

Poi avete cambiato idea.

«Grazie a persone che ci erano vicine abbiamo capito che stavamo sbagliando e abbiamo ritrattato, ma quando sono arrivati gli avvocati che abbiamo tuttora il disastro era già stato fatto. Il giudice non ci ha ascoltati».

Cosa ricorda della sera della strage, quando siete tornati da Como e avete trovato la vostra palazzina zeppa di carabinieri, pompieri, giornalisti e curiosi?

«Ricordo quasi tutto, ma sono ricordi poco piacevoli e sfuocati dal tempo trascorso».

Ma se non siete stati lei e Rosa, chi ha ammazzato quelle persone?

«Non saprei».

È interessato anche alla cronaca nera?

«Non la seguo molto».

Si è fatto un’ idea di Massimo Bossetti, il muratore accusato di aver ucciso Yara Gambirasio?

«Anche su Bossetti hanno fatto un grande pasticcio, non ho idea di come andrà a finire».