Omicidio Serena Mollicone: 13 anni di indagini a vuoto. Il pm: “Chi sa parli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2014 13:08 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 13:08
Serena Mollicone

Serena Mollicone

FROSINONE – Serena Mollicone viveva ad Arce, in provincia di Frosinone. Il 3 giugno del 2001, aveva 18 anni ed è stata uccisa in un bosco ad Anitrella. Il suo corpo è stato trovato dai volontari della Protezione civile

Il suo corpo è stato trovato dai volontari della Protezione civile : tre sacchetti di plastica intorno alla testa, mani e piedi legati con filo di ferro. Oggi, tredici anni dopo, le indagini sono ad un punto morto. Spiega Rita Cavallaro su Libero che

“L’unica impronta digitale rinvenuta è di un investigatore che l’ha erroneamente lasciata durante i rilievi. Negativo anche il test del dna effettuato su un campione di 310 persone. E il profilo biologico trovato sugli abiti della ragazza è ancora sconosciuto. Per questo il procuratore capo della Repubblica di Cassino, Mario Mercone, ha lanciato un appello ai complici dell’assassino. «La morte, anzi il femminicidio di Serena non può e non deve restare impunito», ha detto. «Per poter arrivare ad una verità ora abbiamo bisogno della collaborazione di chi, ormai da troppo tempo, tace». Il procuratore ha parlato di «tante difficoltà oggettive in questi anni», nonostante le quali «abbiamo fatto il possibile per arrivare adunasoluzione. Purtroppo non sempre tutto è semplice. L’unica impronta nitida rinvenuta sul nastro isolante appartieneadun tutore dell’ordine che stava effettuando gli accertamenti”.

“Tredici anni fa non esistevano i mezzi e l’accortezza di oggi nell’evitare l’inquinamento di una scena del crimine. Solo chi non lavora, non sbaglia. Per poter arrivare ad una verità oraabbiamo bisogno della collaborazione di chi, ormai da troppo tempo, tace. Sappiamo che l’assassino di Serena non avrebbe potuto occultare il cadavere senza l’aiuto di un qualcuno. Ed è proprio a questa persona che mi rivolgo. Hai commesso un reato, aiutare un assassino a nascondere un corpo, ma non hai commesso un omicidio. La pena che rischi di scontare è lievissima: massimo tre anni che rientrano anche nell’indulto. Niente rispetto al peso che oramai da tredici anni porti sulla coscienza.Ora puoi dire basta a ogni tormento, anche notturno. Perché solo chi non possiede un’anima riesce a dormire sonni tranquilli»”.

“Un appello «apprezzabile sotto il profilo della passione e dell’impegno», ha commentato l’avvocato Dario De Santis, legale del padre di Serena, «ogniappello potrebbe smuovere un equilibrio psicologico precario, non bisogna mai rinunciare anche se è passato così tantotempodal delitto».E«il padre di Serena Mollicone non rinuncerà mai all’impegno perché si continui a cercare la soluzione di questo caso»”.