Oscar Farinetti, grana Eataly. Precari pubblicano documento: ecco le irregolarità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 7:07 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2014 23:34
Oscar Farinetti, grana Eataly. Precari pubblicano documento: ecco le irregolarità

Oscar Farinetti, grana Eataly. Precari pubblicano documento: ecco le irregolarità

ROMA – Grana Eataly Firenze per l’imprenditore Oscar Farinetti, patron del colosso della ristorazione e amico di Matteo Renzi. Una grana che si trascina da un po’ e che nella mattinata del 29 settembre si è allargata di un nuovo capitolo.

Un gruppo di lavoratori, infatti, ha pubblicato un documento interno in cui si denunciano irregolarità. Così Libero in un lungo pezzo non firmato riassume le ragioni della protesta:

Il segno che la paura di una protesta globale dei dipendenti Eataly era tangibile. Tanto più che proprio questa mattina un gruppo di lavoratori della catena ha pubblicato una inchiesta interna che dal loro punto di vista mette in fila le scorrettezze della dirigenza Eataly: “un po’ dappertutto faceva e fa ancora largo uso di contratti interinali o a tempo indeterminato, e ciò ben oltre i limiti imposti dal Contratto nazionale”.

E viene rilanciata la vertenza sindacale: basta precariato, migliori condizioni di lavoro e la ri-assunzione dei ragazzi che avevano scioperato: l’inchiesta “è uno strumento per tutti i lavoratori di Eataly che vogliono alzare la testa, organizzarsi ed ottenere migliori condizioni di lavoro ed una vera stabilizzazione”. L’imprenditore proprio domani sarebbe dovuto tornare a Firenze per discutere con i promotori dello sciopero, ma non ci andrà. Dopo che la notizia dell’inchiesta interna è uscita sull’Huffington Post, Farinetti è sbroccato: “Accuse false e terribili che danneggiano l’immagine di Eataly, lanciate da tre persone che non riflettono in nessun modo l’opinione dei dipendenti”.

Farinetti, in effetti, non l’ha presa bene. E il Fatto Quotidiano riporta uno scontro proprio tra Farinetti e tre precari cui non è stato rinnovato il contratto. “Se non vi sta bene andate dal giudice del lavoro”, avrebbe detto l’imprenditore.

Il pezzo del Fatto

“Denunciare delle cose false: che io sarei uno squalo, che qui c’è oppressione psicologica, che sfruttiamo. Quel tipo di atteggiamento lì è imperdonabile”. Sono queste le principali motivazioni che hanno portato Oscar Farinetti, patron della catena Eataly, a negare il reintegro in azienda dei tre ragazzi che avevano manifestato contro le condizioni di lavoro nello store di Firenze (il cui contratto non era stato rinnovato alla fine di agosto). I giovani raccontano di un incontro iniziato degustando una bottiglia di Prosecco; ma al momento di parlare di reintegro, e dell’illegittimità dei contratti sottoscritti, Farinetti avrebbe tagliato corto affermando: “Se pensate di aver ragione, andate da un giudice del lavoro“.

In merito all’appellativo di “squalo”, e ai toni forti, gli ex dipendenti ribadiscono: “Se giochi sulle nostre teste per incentivare le tue politiche di espansione, sei uno squalo. Senza questi toni non si parlerebbe del lavoro dentro a Eataly. E poi il tono dell’azienda qual è: questa è la porta e se pensate di aver ragione andate da un giudice”. I ragazzi adesso seguiranno il consiglio di Farinetti, e adiranno le vie legali: “Speriamo tramite un giudice che si riesca a ottenere quello che non si è riuscito con un tavolo di trattativa. Sempre che il tavolo sia mai esistito.