Paga Polizia e Carabinieri: 1.400 euro, bonus 80€ solo a uno su 12

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2014 9:44 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2014 9:44
Paga Polizia e Carabinieri: 1.400 euro, bonus 80€ solo a uno su 12

Paga Polizia e Carabinieri: 1.400 euro, bonus 80€ solo a uno su 12

ROMA – “Comunque andrà a finire – scrive Michele Di Branco del Messaggero – sciopero o non sciopero, almeno di una cosa gli uomini in divisa non potranno essere accusati: quella di protestare chiedendo lo sblocco del contratto senza accontentarsi degli 80 euro del bonus fiscale che incassano da maggio. Infatti sarà anche vero, come assicura il ministro Marianna Madia per tacitare la protesta che monta tra i dipendenti pubblici, che uno statale su 4 già beneficia dello sgravio Irpef”

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Ma tra gli appartenenti alle forze dell’ordine la media crolla vertiginosamente. Sono solo 25 mila su un totale di 305 mila, dunque molto meno del 10%, i gratificati dal taglio alle tasse voluto da Matteo Renzi. E, ovviamente, si tratta di appartenenti al personale di base dei 5 corpi di polizia. Per la maggior parte giovani. E quasi tutti neo reclutati alle prime armi. Prendete la polizia di Stato. Sono 95 mila le persone in servizio e ben 60 mila fanno parte della categoria assistenti-agenti. La truppa, in pratica. Quando si entra, da agente semplice, la retribuzione netta arriva a 1.380 euro. Dopo 5 anni in servizio si diventa agente scelto e c’è uno scatto mensile di 50 euro. Dopo altri 5 anni si diventa assistenti e si arrivano a sfiorare i 1.500 euro mensili. Solo dopo una quindicina di anni di servizio, con la qualifica di assistente capo, la busta paga supera quella soglia che, di fatto, fa perdere il diritto agli 80 euro di bonus. LA TRUPPA Una situazione che rigurda almeno il 75% degli agenti perchè, a causa del mancato turn-over prodotto dai tagli di spesa che ha caratterizzato gli ultimi anni, la maggioranza dei dipendenti ai livelli più bassi in polizia ha maturato una discreta anzianità di servizio. Con il risultato che la maggior parte si è vista aumentare lo stipendio poco oltre la soglia di reddito (circa 1.530 euro netti) che annulla lo sgravio del governo. Le cose non cambiano molto se si dà uno sguardo agli altri corpi, dove pure la componente truppa è numericamente meno nutrita. Anche nell’arma dei carabinieri (sono circa 105 mila, il corpo più numeroso dello Stato) si entra e si incassa un primo stipendio di 1.380 euro netti. E la progressione di carriera e di guadagno, fino alla qualifica di appuntato scelto con 8 anni nel grado, ricalca i meccanismi in vigore nella polizia. IL MANCATO TURN OVER Ma c’è la differenza non da poco che il ricambio generazionale, in questo comparto, è stato un pò più sostenuto negli ultimi anni, tanto che diversi giovani carabinieri incassano gli 80 euro. Ancora migliore, dal punto di vista degli scatti di carriera, la situazione in Guardia di finanza, un corpo nel quale militano 60 mila persone. Perchè è vero che il finanziere neo-assunto gode dell’identico trattamento riservato a poliziotti e carabinieri. Ma successivamente i percorsi si divaricano consentendo agli uomini delle Fiamme gialle un cursus honorum più rapido e vantaggioso sul piano retributivo. Bonus o meno, comunque, gli uomini in divisa hanno dovuto sopportare sacrifici importanti sul piano salariale. Tra blocco dei contratti (si va avanti così dal 2010), mancati scatti di mansione, tagli a indennità, straordinari e altre voci accessorie, gli appartenenti alle forze di polizia hanno lasciato sul terreno 2,3 miliardi di euro in 5 anni. Con un sacrificio medio pro-capite di circa 2 mila euro l’anno. Che sale al crescere della classe gerarchica e dunque del reddito. Il Sap, il sindacato autonomo di polizia, calcola che un ispettore di polizia o un maresciallo dei carabinieri con circa 18 anni di servizio, stop agli scatti di stipendio e mancati rinnovi contrattuali, ha perso 420 euro al mese in busta paga. Che diventano anche 550 se a quelle due voci si aggiunge anche il blocco degli straordinari che ha riguardato praticamente tutti i corpi di ogni ordine grado. Un disagio economico acuito da condizioni di lavoro che con il passare del tempo si fanno sempre più pesanti. LE PROSPETTIVE Nel giro di 10 anni, la pianta organica delle cinque forze di polizia, che nel 2005 contava su circa 330 mila lavoratori, si è ridotta di circa25 mila unità. E con i piani che ha in mente il governo questa tendenza si consoliderà nel prossimo futuro. Per il 2014, sono in programma 2.500 assunzioni per rimpiazzare chi è andato a riposo ma le nuove leve copriranno solo il 55% dei pensionamenti. Il che vuol dire che chi resta in servizio dovrà sobbarcarsi una mole di lavoro più pesante rispetto a prima. Con conseguenza funzionali imprevedibili.