Pagamenti in contanti: le 10 regole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Febbraio 2015 16:05 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2015 16:05
Pagamenti in contanti: le 10 regole

Pagamenti in contanti: le 10 regole

ROMA – Contanti “liberi” fino a 3mila euro, potrebbe presto cadere il divieto di usare banconote per pagamenti superiori a 999,99 euro. Il governo sta lavorando a un decreto delegato da presentare il prossimo 27 febbraio in Consiglio dei ministri. Nuovo limite per i contanti, fattura elettronica, sono 10 le cose da sapere secondo Cristiano Dell’Oste, Nicola Forte e Adriano Moraglio del Sole 24 ore:

1 – L’annuncio fatto dal presidente del Consiglio di elevare il limite all’utilizzo del contante dagli attuali 999,99 euro a 3mila euro è condizionato al varo del decreto delegato sulla fattura elettronica. Infatti, con una transazione “tracciata” con una fattura elettronica o uno scontrino immediatamente visibile al fisco, l’eventuale incasso in contanti non dovrebbe creare problemi.

2 – Nel testo del decreto delegato sulla fattura elettronica dovrebbero esserci incentivi alla fatturazione online e un credito d’imposta fino a 100 euro per aggiornare o acquistare i nuovi registratori di cassa da collegare in rete con il fisco. La stessa delega fiscale, all’articolo 9, non fa leva su divieti, ma su «disincentivi all’utilizzo del contante» e su incentivi per la moneta elettronica e la fatturazione elettronica, oltre che sul potenziamento dei sistemi di tracciabilità dei pagamenti. L’idea è di favorire gli scontrini e le fatture online, puntando sull’arma degli incentivi anche per incrementare la diffusione di card e bonifici.

3 – L’uso del contante, in Italia, piace molto ai consumatori. Secondo gli ultimi dati disponibili – ripresi dall’Abi in un’audizione alla Camera lo scorso gennaio – nel nostro Paese solo il 13% delle transazioni viene saldato con mezzi di pagamento elettronici, contro una media del 40% nell’Unione europea. Mentre in termini di operazioni pro capite con strumenti elettronici di pagamento l’Italia è davanti solo alla Grecia

4 – Poco più di un anno fa, il 29 ottobre 2013, l’allora ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, aveva ipotizzato un abbassamento a 500 euro della soglia per il contante. Polemiche nel governo, proteste dei commercianti, marcia indietro ufficiale. Altro esempio: il 1° gennaio 2014 entra in vigore la norma che vieta di pagare in contanti il canone di locazione delle abitazioni, di qualsiasi importo. Poi, a febbraio, il Tesoro spiega che per rendere tracciabile il pagamento – e rispettare la legge – basta una ricevuta cartacea

5 – Fin da quando il governo Monti a fine 2011 vieta l’uso dei contanti da mille euro in su, albergatori e negozianti protestano e chiedono di non penalizzare i turisti stranieri – russi in testa – abituati a fare acquisti a suon di banconote. Così nella primavera del 2012 il Governo elimina con un decreto legge qualsiasi vincolo di spesa per gli extracomunitari, salvo introdurre un tetto di 15mila euro due mesi dopo, con la legge di conversione. Ma rimaneva (e rimane) il problema dei cittadini dell’Unione europea, soggetti al limite di mille euro: la proposta di eliminare il tetto, alla fine, non entra nel Ddl Competitività

6 – Dal 6 dicembre 2011 è vietato trasferire denaro contante a qualsiasi titolo, tra soggetti diversi, oltre i 999,99 euro (da 1.000 euro in su). Lo stesso vale per i trasferimenti di libretti di deposito al portatore o di titoli al portatore. Gli assegni bancari e postali oltre la soglia devono avere la dicitura «non trasferibile». Assegni circolari, vaglia postali e cambiari devono riportare il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità (si veda l’articolo 49 del Dlgs 231/2007)

7 – Possono ricevere denaro contante fino a 14.999,99 euro i commercianti che vendono prodotti o servizi a persone fisiche non residenti in Italia, che siano anche cittadini extracomunitari (di un Paese diverso dalla Ue o dal See, che include anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Per sfruttare la deroga va seguita una procedura ben precisa: comunicazione preventiva alle Entrate, deposito delle somme su c/c, autocertificazione del cliente

8 – Dal 1° luglio 2012 le pensioni di importo superiore a 1.000 euro, così come gli stipendi e i compensi oltre questa soglia versati dalla Pubblica amministrazione, non possono più essere pagati in contanti presso gli sportelli degli uffici postali. L’operazione va effettuata usando strumenti di pagamento elettronici (conto corrente bancario o postale, libretto postale o una carta prepagata abilitata), dopodiché il denaro potrà essere prelevato. Sono escluse le erogazioni una tantum

9 – I pagamenti dei canoni di locazione delle abitazioni possono essere incassati anche in contante, purché entro la soglia massima “generale” di 999,99 euro e tracciando il denaro (anche con la tradizionale ricevuta cartacea). E’ la situazione che si è delineata dopo la nota del ministero dell’Economia (la Dt 10492 del 5 febbraio 2014) che ha così chiarito la portata della norma che inizialmente pareva vietare qualsiasi uso del contante (si veda articolo 1, comma 50, legge 147/2013)

10 – I professionisti e gli esercenti di attività commerciali sono tenuti ad accettare i pagamenti effettuati con carta di debito, purchè di importo superiore a 30 euro. L’obbligo di dotarsi del Pos è scattato il 30 giugno 2014, dopo la fase transitoria che riguardava solo i soggetti con un fatturato oltre 200mila euro. L’obbligo non è sanzionato e genera solo la “mora del creditore”