Rassegna Stampa

“Paghi la bolletta col bancomat? Le commissioni sono illegittime”, Libero

"Paghi la bolletta col bancomat? Le commissioni sono illegittime", Libero

“Paghi la bolletta col bancomat? Le commissioni sono illegittime”, Libero

ROMA – “Paghi la bolletta col bancomat? Le commissioni sono illegittime”, è l’articolo di Claudio Antonelli per Libero:

Banche e affini di nuovo nella bufera. Stavolta a finire nel mirino sono le commis- sioni interbancarie fissate a 10 centesimi per i pagamento di bollette e fatture tramite il ca- nale PagoBancomat. Il Garan- te della Concorrenza e del Mercato, il 19 febbraio, ha de- ciso di avviare un’istruttoria per verificare se esista un car- tello tra gli aderenti del con- sorzio. Circa 600 soggetti tra cui l’Abi (associazione banca- ria italiana), società capogrup- po di gruppi bancari e i più importanti operatori non bancari attivi nella fornitura di servizi di pagamento. Poste comprese. L’ipotesi potrebbe essere quella di un’intesa re- strittiva della concorrenza. E quindi un trust per eliminare la competizione tra le banche a svantaggio degli esercenti e dei consumatori finali, i citta- dini. In sostanza si tratterebbe di un costo che le banche e gli altri operatori non bancari si versano per ricambiarsi il ser- vizio. L’operatore del soggetto creditore paga l’operatore del circuito che ha emesso la car- ta del debitore. Fin qui nulla di anomalo. Il problema stareb-
be, a detta dell’Authority, nell’uniformità del costo. Più che una commissione i 10 centesimi sarebbero, quindi, una soglia di costo minimo sotto il quale non è possibile accedere ai servizi. E proprio qui starebbe il cartello. Né esercenti né cittadini avrebbe- ro la possibilità di trovare qualcuno che li faccia pagare meno. Come avviene in altre
nazioni europee. Dal canto suo il consorzio risponde con una nota. Oltre alle frasi di rito e quindi a ri- badire la massima disponibi- lità a chiarire e collaborare il Consorzio precisa che «le commissioni interbancarie garantiscono il buon funzio- namento di strumenti di pa- gamento efficienti e pertanto comporta benefici per le fa-
miglie e le imprese che quo- tidianamente li utilizzano». Resta da capire come sia stata definita la non irrilevante cifra di 0,10 euro. Non è comunque la prima volta che le banche finiscono nel mirino del Ga- rante. In primis, l’annosa que- stione del massimo scoperto che una dura battaglia era riu- scito a eliminare. Apparente- mente. L’Antitrust, all’epoca
guidato da Antonio Catricalà, svelò che uscito dalla porta erano rientrato di fatto dalla finestra. Dall’analisi dell’Auto – rità emerse che per gli scoper- ti transitori di conto corrente si stava verificando di fatto un sostanziale innalzamento dei costi per i correntisti. Su un campione di sette istituti (tra cui i maggiori) considerando importi rappresentativi di un
comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economi- che si presentarono in cinque casi peggiorative anche di quindici volte. In un sesto ca- so le condizioni risultarono equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime nor- mativo, mentre solo in un ca- so vantaggiose. Per i clienti con fido, le condizioni erano tutte peggiorative rispetto alla semplice applicazione della commissione di massimo scoperto. Senza dimenticare che i clienti con fido minore risultarono più bastonati ri- spetto a quelli con affidamenti più elevati. Oltre al danno la beffa, come si suol dire. Alla fi- ne le banche furono costrette a intervenire, ma i tempi non sono stati celeri quanto i pre- lievi dal conto corrente. An- che nel caso d’attualità le tempistiche non si prevedono rapide. Il procedimento del Garante non si concluderà prima del 19 febbraio 2015. Anche se il Consorzio Banco- mat si dice «fiducioso che il procedimento possa arrivare in tempi rapidi a una conclu- sione positiva». Nel frattempo non resta che incrociare le di- ta.

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