Palermo, burlesque al carcere Ucciardone: agenti si indignano

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2015 11:54 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2015 11:54
Palermo, burlesque al carcere: agenti si indignano

Palermo, burlesque al carcere: agenti si indignano

PALERMO – Altro che emergenza carceri: all’Ucciardone di Palermo, per intrattenere i detenuti, va in scena un balletto burlesque. Scelta quanto meno “inopportuna”, che ha fatto scoppiare la polemica tra gli agenti penitenziari con il sindacato Sippe  che parla di “trattamento da hotel a cinque stelle che non possiamo accettare, se dall’altra gli agenti sono costretti a lavorare al gelo per la mancanza di riscaldamento”.

Il problema è che a contenere i detenuti allupati hanno dovuto pensarci loro, già costretti a condizioni di lavoro mortificanti: pochi, malpagati, con turni massacranti. Ma, osserva giustamente Filippo Facci sul quotidiano Libero, in realtà i trattamenti di lusso dei detenuti non hanno nulla a che vedere con le difficoltà della polizia penitenziaria e non possono essere utilizzati per far leva sulle proprie rivendicazioni sindacali.

Scrive Facci:

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Perché i sacrosanti problemi della polizia penitenziaria non sono legati in alcun modo alle politiche di trattamento dei detenuti. Non c’è la legge dei vasi comunicati, non è che dare agli uni toglie agli altri, non siamo tornati ai tempi del Grand Hotel Ucciardone quando i mafiosi pasteggiavano a champagne: anche perché lasagne e panettoni sono stati offerti da privati per le festività, lo Stato non ha speso una lira. Ecco, magari gli spettacoli di burlesque si potrebbe evitarli per mera inopportunità o per ragioni di ordine pubblico: è come distribuire Viagra, in redazione non potevamo crederci.

E infatti, verificando, è venuto fuori che il burlesque era una parentesi dentro uno spettacolo teatrale: da evitare anche quello, è stato un errore, ma non può essere la scusa per legittime rivendicazioni salariali. Ha detto il sindacato: «Il trattamento fa a pugni con le condizioni di difficoltà in cui versano gli agenti… tutte queste cose insieme fanno sembrare l’Ucciardone un hotel a cinque stelle… le lasagne e i pasticcini sono arrivati da una nota pasticceria, e a nostro parere è più opportuno che questo tipo di generi entrino attraverso la Caritas o altre associazioni. L’amministrazione ha il dovere di contemperare anche le esigenze del personale, con i poliziotti che lavorano otto ore al giorno in condizioni di difficoltà». Mah.

Il discorso continua a non essere chiaro. Sembra una strizzatina d’occhio al qualunquismo più sbrigativo, quello dei carcerati che hanno anche la tv a colori (che poi le tv sono tutte a colori da vent’anni) anziché soffrire alla Caienna con la palla al piede. Ma la verità è che in galera si sta male, molto male, e un gelato a Ferragosto serve comunque a poco. Farne una guerra tra poveri serve ancora a meno, e, per dirla pomposamente, diventa soltanto un’interferenza con le politiche di un’amministrazione penitenziaria. Con il rischio, peraltro, che certe istituzioni – notoriamente geniali – possano accontentare il sindacato: e concedere uno spettacolo di burlesque anche a loro.