Pannelli solari, incentivo via: ma i piccoli impianti restano convenienti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2015 17:44 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2015 17:46
Pannelli solari, incentivo via: ma i piccoli impianti restano convenienti

Pannelli solari, incentivo via: ma i piccoli impianti restano convenienti

ROMA – Anche se gli incentivi sono finiti, i pannelli solari convengono ancora. Lo scrive il Sole 24 Ore basandosi su dati QualEnergia:

“Con i prezzi attuali e le detrazioni fiscali un impianto fotovoltaico sul tetto resta un buon investimento, tant’è che la convenienza aumenta al crescere del fabbisogno elettrico e dell’autoconsumo” e nei casi più favorevoli si rientra dell’investimento in meno di sette anni, con un guadagno netto a 20 anni di oltre 8mila euro a fronte di un investimento – secondo una delle simulazioni elaborate – di circa 6.600 euro.

Scrive Federico Rendina per il Sole 24 Ore:

Cosa aiuta
Ma torniamo alla rinnovata convenienza , che in molti mettevano in dubbio, dei piccoli impianti fotovoltaici. I prezzi di istallazione sono calati e stanno continuamente calando. Rispetto a tre anni fa si sono ridotti di quasi un terzo. Nel frattempo rimane in campo la detrazione fiscale spalmata in 10 anni del 50% sull’istallazione, per ora rinnovata fino a fine anno ma che si vorrebbe rendere permanente. A ciò si aggiunge il meccanismo della remunerazione dello “scambio sul posto” dell’energia non consumata direttamente e immessa nella rete elettrica pubblica. Facendo tutto nel modo migliore l’investimento si recupera in sette anni (che però possono superare i 10, nella simulazione degli analisti, se si autoconsuma meno energia e se l’irradiazione solare è più bassa rispetto alla stima campione) con un guadagno netto che può superare gli 8mila euro.

Gli esempi
L’esempio più favorevole si riferisce ad un impianto della potenza di 2,75 kilowatt installato nelle regioni meridionali, dove l’irradiazione e più alta. Mentre al Centro per raggiungere gli stessi risultati sono necessari almeno 3 kW di potenza teorica con un investimento che sale a circa 7.300 euro. Al Nord gli stessi risultati richiedono un impianto da almeno 3,5 kW con un investimento di 8.500 euro.
Le stime ci dicono che una famiglia tipo che installa un impianto di questo genere consuma direttamente, senza conferire l’elettricità in rete, circa un terzo dell’energia prodotta con il suo impianto solare, con un recupero dell’investimento stimato in circa di circa sette anni al sud e al centro, in otto al Nord. Considerando la detrazione fiscale del 50% si avranno guadagni netti a 20 anni tra 5.000 e 8.600 euro. Con un risparmio che e regime, dopo qualche anno, può superare abbondantemente 500 euro l’anno. E con un più che probabile trascinamento ancor più vantaggioso.

I vantaggi potranno infatti aumentare, ad investimento pienamente recuperato, durante il resto della vita utile residua dell’impianto. Che con la tecnologie di oggi (migliori anche dal punto di vista qualitativo e quindi della durata) può abbondantemente superare i 25 anni, anche se con un rendimento un po’ ridotto. Nei parametri di convenienza globale siamo insomma ad uno scenario equivalente a quello dei ricchi sussidi non dell’ultimo conto energia ma addirittura – concludono gli stessi analisti – del più generoso quarto conto energia.