Parlamentari con il doppio incarico: in 28 onorevoli e sindaci, consiglieri…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 12:40 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 12:40
Parlamentari con il doppio incarico: in 28 onorevoli e sindaci, consiglieri...

Parlamentari con il doppio incarico: in 28 onorevoli e sindaci, consiglieri…

ROMA – Senatori o deputati, ma anche sindaci oppure semplici consiglieri, assessori. La Stampa ha calcolato che coloro che hanno il famoso doppio incarico sono un “partito” trasversale e piuttosto nutrito in Parlamento. Potrebbe, per assurdo, costituire un gruppo autonomo alla Camera (servono 20 persone) e mancherebbero solo due persone per fare altrettanto al Senato. Ventotto persone in tutto, un “partito” assolutamente bipartisan: i “doppincarichisti” sono del Pd, dell’Udc, Ncd, Sel, Forza Italia, Lega, Psi. Non dei 5 Stelle che sui doppi incarichi fanno sul serio. Scrive Marco Bresolin, La Stampa:

Tra i tanti peones, spiccano i nomi dei «big» come Francesco Boccia (Pd), che oltre a presiedere la commissione Bilancio della Camera si è anche fatto eleggere a Bisceglie («risultando il più suffragato nelle liste del centrosinistra» si legge, testuale, sul suo sito). Oppure Dorina Bianchi: la deputata Ncd, in odore di ministero, trova anche il tempo di fare il consigliere comunale a Crotone.

E poi c’è Felice Casson (Pd): sindaco mancato a Venezia, ha deciso di battersi in Consiglio comunale. Ma di restare anche in Senato. Il record è a Olbia, dove tra i banchi del consiglio spiccano ben due deputati: Gian Piero Scanu del Pd e Settimo Nizzi di Forza Italia. Il ruolo di consigliere, va detto, non è incompatibile con quello di parlamentare. E allora perché mai avrebbe dovuto lasciare il suo posto ad Abano Terme la neodeputata Vanessa Camani (Pd), subentrata alla Camera ad Alessandra Moretti in occasione del suo approdo a Bruxelles? Da registrare la curiosa storia di Ivan Catalano. Nel 2011 si è candidato al Comune di Busto Arsizio, provincia di Varese, con il M5S. Non ce l’ha fatta, ma due anni dopo si è riscattato con gli interessi ed è stato eletto deputato. Poi la rottura con Grillo, il passaggio al Partito Liberale, quindi l’approdo a Scelta Civica.

Nel frattempo l’ex collega Giampaolo Sablich, dopo la rottura col M5S, per coerenza aveva lasciato il seggio in consiglio. E chi era il primo dei non eletti? Catalano, che ha subito accettato, incassando la seconda poltrona conquistata grazie al Movimento di cui non fa più parte. Sfuggita al doppio incarico per un pelo il sottosegretario Francesca Barracciu: a maggio si era candidata come consigliere a Sorgono, in Sardegna. Interpellata in campagna elettorale, aveva detto di non temere il doppio ruolo: «Ritengo che l’impegno da consigliere semplice a Sorgono sia compatibile nei tempi e nei modi con quello di sottosegretario a Roma. Certo, la mia vita sarà più faticosa. Ma la fatica non mi ha mai spaventata». Si è dimessa subito dopo l’elezione.