Paul Krugman: “Ecco perché l’Europa dei tecnici ha fallito”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 luglio 2015 14:22 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2015 14:22
Alexis Tsipras (foto Ansa)

Alexis Tsipras (foto Ansa)

ROMA – “Una delle idee che circolano dopo il sacco di Atene – scrive Paul Krugman – è quella di deporre dall’esterno l’esecutivo guidato da Syriza e insediare un Governo «tecnico». Ma va sottolineato, come in passato, che quelli che l’Europa definisce tecnici non sono persone che sanno come funziona il mondo: sono persone che sottoscrivono le fantasie omologate e non cambiano mai idea, neanche quando i risultati sono catastrofici. Le prove che l’austerità produce gli effetti devastanti descritti nei manuali di macroeconomia sono schiaccianti”.

Scrive Paul Krugman (traduzione di Fabio Galimberti del Sole 24 Ore): Nonostante ciò, i tecnici restano fedeli al loro credo. Nonostante manchino prove che le riforme aiutino la crescita, specialmente in un’economia con forte output gap, presentano le riforme come rimedio di ogni male. Nonostante gli insuccessi, premono per la vendita dei beni greci come risposta al cumulo del debito. Con la parola tecnici l’Europa intende Persone tanto coscienziose, individui che si distinguono per fede nell’ortodossia ricevuta, senza curarsi dei dati. Come scriveva Keynes: «la saggezza terrena insegna che per la reputazione è meglio fallire rispettando le convenzioni che riuscire violandole». Ciò lascia prevedere che l’Europa continuerà a fallire rispettando le convenzioni.