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Pd, sindaci contro il “patto” con Verdini: “Ci fa perdere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2015 12:31 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2015 12:31
Pd, sindaci contro il "patto" con Verdini: "Ci fa perdere"

Pd, sindaci contro il “patto” con Verdini: “Ci fa perdere”

ROMA – La carica dei sindaci Pd contro Verdini: ci fa perdere. Da Fassino a Merola crescono le preoccupazioni per gli effetti locali del “patto”. “La maggioranza sai è come il vento…”. Così cantava Denis Verdini davanti alle telecamere di Sky intervistato da Maria Latella all’inizio di ottobre. Ebbene, quell’intervista, in cui l’ex forzista rivendicava con orgoglio il sostegno del suo gruppo al governo Renzi, ha creato un discreto terremoto nelle città lontane da Roma. Soprattutto in quelle dove il Pd si appresta ad andare al voto nella prossima primavera. Il timore, ovvio, è di perdere voti. Anche solo quel tanto che basta per finire al ballottaggio con il Movimento Cinque Stelle.

La notizia è riportata da Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano:

Il sindaco di Torino Piero Fassino, per esempio, qualche giorno dopo la performance canora verdiniana, ha avuto una telefonata piuttosto “calda”con il premier: se Verdini continua ad andare in tv a rivendicare il sostegno al tuo governo, questo il tono della conversazione, io non mi ricandido perché non voglio perdere. Fassino, infatti, ancora non ha ufficializzatola sua candidatura al secondo mandato, cosa che dovrebbe avvenire a breve, con tanto di investitura pubblica di Renzi, che andrà a Torino per dare l’annuncio.

Il premier ha capito subito l’antifona e, tramite il fedelissimo Luca Lotti, ha fatto pervenire a Verdini il “nervosismo di Palazzo Chigi per la sua ospitata televisiva”e il desiderio che “uno spettacolo simile non accada di nuovo”. Insomma, Renzi ha vietato al suo “quasi” alleato di andare in tv a rivendicare qualsiasi forma di appoggio al governo. La sponda di Ala deve restare nascosta, sottotraccia, meno se ne parla meglio è. Perché il rischio è di regalare valanghe di voti a Grillo. Come anche i sondaggi hanno iniziato a registrare.