Pdl, i 26 dell’appello sul voto segreto sono gli stessi della fiducia a Letta

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Novembre 2013 20:29 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2013 20:29

senatoROMA – I 26 senatori del Pdl che hanno scritto l’appello a Piero Grasso a sostegno del voto segreto su Berlusconi sono, più o meno, gli stessi che hanno voluto mantenere in vita il governo Letta pochi giorni fa. Stefano Folli, sul Sole 24 Ore, analizza le difficoltà del partito di centrodestra alla vigilia del voto d’aula sull’incandidabilità di Berlusconi:

È appena il caso di ricordare che si tratta all’incirca dello stesso numero di senatori che nei giorni scorsi si era pronunciato per la sopravvivenza del Governo Letta, rifiutando il nesso posto dai berlusconiani fra decadenza del vecchio leader e crisi dell’esecutivo.

A quella battaglia abbastanza disperata il manipolo dei “governativi” aveva opposto un netto rifiuto. E nel momento in cui essi dichiaravano la volontà di sostenere comunque il governo, si scopriva il “bluff” di Berlusconi: la sua pistola era carica, ma le polveri annacquate. Nella sostanza una fetta del suo partito gli voltava le spalle e a Palazzo Madama Enrico Letta si trovava fra le mani una maggioranza piuttosto solida (a patto, s’intende, che le elezioni restino fuori dal novero delle ipotesi plausibili).

La scelta del voto palese ha invece scombinato l’operazione. E i 26 si precipitano a scrivere la lettera a Grasso perché non vogliono passare per traditori. Il voto palese ha reso molto meno agevole il tentativo di sganciarsi da Berlusconi in forme, diciamo così, indolori. E sul piano logico non si giustifica un’intesa di governo con chi rifiuta lo scrutinio segreto per garantirsi una scorciatoia verso l’esclusione di Berlusconi.

Tutto un po’ complicato, certo, ma l’unica vera questione è se quei 26, uno più uno meno, sono ancora disposti a separare il loro destino da quello del padre-padrone. La lettera al presidente del Senato può forse voler dire che sì, essi si mettono in pace la coscienza e poi proseguono come concordato. Ma di sicuro la strada ora è in salita e non è detto che tutti restino fedeli al patto iniziale. Quanto alla possibilità che la missiva colpisca nel segno e che il presidente Grasso ripristini d’autorità lo scrutinio segreto, le probabilità sono quasi nulle. Anzi, era stato proprio Grasso ad aprire per primo alla prospettiva del voto palese.