Pedaggi in autostrada, la rabbia dei pendolari: “Sconto beffa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2014 16:01 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2014 16:01
Maurizio Lupi

Maurizio Lupi

ROMA – “Quello sconto è una beffa”, scoppia la rivolta dei pendolari esclusi  delle agevolazioni volute dal ministero dai Trasporti Maurizio Lupo, agevolazioni farsa, spiega Antonio Armao dell’Unione nazionale consumatori:

“Questa novità cambia ben poco nell’economia di chi lavora lontano da casa soltanto chi percorre tragitti di 50 chilometri al massimo potrà usufruire dello sconto, escludendo tutti coloro che fanno tratte anche di 100 chilometri”.

L’articolo di Cristiana Salvagni su Repubblica:

Il provvedimento, redatto dal ministero e firmato da Aiscat, l’associazione italiana che riunisce le società concessionarie di autostrade e trafori, è operativo dal 25 febbraio ma in vigore dal primo febbraio e fino al 31 dicembre 2015. Da martedì scorso e fino a domani sera ci si può registrare sul sito di Telepass per accedere alle tariffe ridotte. Ma attenzione: può iscriversi solo chi è titolare di un abbonamento telepass, viaggia sempre tra due caselli prestabiliti e percorre una tratta al massimo di 50 chilometri. A questo punto il pendolare può accedere a uno sconto che oscilla tra l’1 e il 20 per cento: gode dell’1% chi percorre almeno 20 tratte al mese e arriva al 20% chi ne fa 40, ma con un tetto di 46 transiti, perché oltre si paga la tariffa intera, e per un massimo di due pedaggi al giorno.
In soldoni? Facciamo un esempio: il pendolare della Bergamo- Milano, 33 chilometri di autostrada per 3,70 euro di pedaggio. Il nostro impiegato spende, per 21 viaggi, 77,7 euro: con lo sconto dell’1% risparmia in tutto 0,77 centesimi. Neanche un caffè. Esattamente 0,037 euroa tratta. Con l’agevolazione del 20% su 46 tratte spende 170 euro al mese ma poi ne risparmia 34. Cioè 0,74 euro a tragitto.
Poi ci sono le grandi escluse: tratte affollate ma che, di poco più lunghe di 50 chilometri o per un mancato accordo con le concessionarie, non godono delletariffe ridotte. Succede sul tratto dell’A24 tra L’Aquila e Teramo: «Un errore? Una sottovalutazione? La pecca va subito sanata — scrive in una lettera al ministero la senatrice del Pd Stefania Pezzopane — sono tanti i pendolari indignati per l’ennesima beffa». Così come la tangenziale di Napoli, senza agevolazioni perché interna alla città, «mentre gode degli sconti la tangenziale di Milano » segnala Ernesto Errico in una lettera aRepubblica. E l’A3 tra Napoli e Salerno, su cui già sono attivi altri bonus. Appena due chilometri fanno saltare gli sconti sull’A4 tra Udine-Sud e Trieste Lisert e tra Palmanova e Portogruaro: rispettivamente 52 e 51 chilometri che spazzano via ogni prospettiva di risparmio.
Dopo la valanga di proteste, da ieri il ministero dei Trasporti lavora per andare incontro ai delusi. «L’importante è partire. So che ci sono dei problemi su alcune tratte, ma affronteremo i singoli casi man mano che vengono segnalati» spiega il ministro Maurizio Lupi. Tanto che, in serata, sono arrivate le prime soluzioni: «Quei due chilometri di troppo hanno fatto arrabbiare i pendolari — racconta l’amministratore delegato di Autovie Venete Maurizio Castagna — per questo nei prossimi giorni anche l’A4 tra Udine e Trieste e tra Palmanova e Portogruaro saràinclusa negli sconti».