“Pensione Raiuccia”: il Buongiorno di Massimo Gramellini sulla Stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2015 9:29 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2015 9:29
(foto Ansa)

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ROMA – “Un buon modo per tacitare i gufi sarebbe quello di non combinare pasticci – scrive Massimo Gramellini nella sua rubrica “Buongiorno” sulla Stampa – Il nuovo corso del merito e della competenza è riuscito a battezzare un governo triennale della Rai dove quattro consiglieri su sette potranno restare in carica per un anno solo e per giunta a titolo gratuito, in ossequio a una legge approvata nelle stesse ore”.

Con la mano sinistra ti nomino per un periodo piuttosto lungo e con la destra voto una norma che riduce il tuo incarico ad atto di fugace testimonianza. Il capolavoro che le truppe scelte (da Renzi) hanno appena confezionato verrà probabilmente studiato nei manuali di alta strategia, oltre che in quelli di satira. Cerchiamo di spiegarlo ai lettori, ma soprattutto a chi lo ha perpetrato e ora, con grave sprezzo del ridicolo, pensa di capovolgerlo con una leggina ad hoc. Nel nuovo consiglio d’amministrazione della tv pubblica sono stati inseriti quattro pensionati: Guelfi, Mazzuca, Diaconale e il sommo Freccero.

Fin qui nulla di male. Con l’età media che avanza, la rinuncia all’esperienza dei diversamente giovani sarebbe uno spreco inaccettabile. Però gli stessi illuminati rappresentanti del popolo che hanno eletto i quattro ragazzacci hanno poi votato, quasi in simultanea, una legge sulla pubblica amministrazione che consente ai dipendenti in pensione di esercitare incarichi dirigenziali solo gratuitamente «per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile».

Gli ottimisti vedranno nella curiosa concomitanza una prova ulteriore del genio renziano: non solo i consiglieri della Rai lavoreranno senza alcun esborso per l’erario, ma tra un anno si auto-rottameranno gioiosamente per lasciare il posto ad altri pensionati, garantendo un ricambio a costo zero. I musi lunghi, costituzionalmente condannati al piagnisteo, hanno invece già azzardato l’ipotesi che si tratti di una figura meschina o, per rimanere in tema televisivo, della riedizione politica della «Corrida». Sottotitolo: dilettanti allo sbaraglio.