Pensioni. Al via nuove cause per rimborsi pieni. I 500 euro di Renzi un espediente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Maggio 2015 11:28 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2015 11:28
Pensioni. Al via nuove cause per rimborsi pieni. I 500 euro di Renzi un espediente

Pensioni. Al via nuove cause per rimborsi pieni. I 500 euro di Renzi un espediente

ROMA –  “Renzi vuole restituire a noi pensionati 500 euro il primo agosto? Sì, certo, ho sentito. Ma sa, io sono tifoso del Palermo. Stava iniziando la partita, ho preferito cambiare canale” dice, intervistato dal Corriere della Sera, Giuseppe Cardinale, 70 anni, l’ex manager Standa che ha scatenato la tempesta sulle pensioni.

«La mia associazione di categoria, Manageritalia, mi ha chiesto la disponibilità a fare un ricorso. Io ho messo la mia storia di pensionato, loro gli avvocati».
I 500 euro che il governo verserà il primo agosto nelle tasche di 4 milioni di pensionati la soddisfano?
«Per nulla. E sia chiaro: io ho rispetto dei soldi. So quanto si fatica per guadagnarli. Ma questo mi sembra un contentino elettorale».
Quanto si aspettava?
«Più di 2.000 euro lordi. Questo è il valore della mancata indicizzazione come calcolato sulla mia pensione. Il mio lordo è pari a 2.100 euro al mese».
Per i 500 euro una tantum il governo mette in campo 2 miliardi. Soldi che dovevano andare alla lotta alle povertà…
«Noi pensionati vogliamo soltanto concretezza e giustizia. La Corte costituzionale ha parlato chiaro».
Ha mai sostenuto Renzi? Deluso?
«Non ho mai votato Renzi. Ma qui la politica non c’entra niente. C’è un problema. Per ora non vedo una soluzione adeguata».
Che farà adesso?
«Mi consulterò con le associazioni promotrici del ricorso (Federmanager oltre a Manageritalia, ndr; ) e gli avvocati. Insieme decideremo».
A sentire uno degli avvocati che seguono il ricorso, Riccardo Troiano, studio Orrick Herrington & Sutcliffe, il signor Cardinale potrebbe essere il primo ad avere il rimborso pieno. «Al più presto riattiveremo il procedimento sospeso a Palermo» annuncia Troiano. L’una tantum del governo disinnesca la bomba a orologeria sui conti pubblici? «Temo di no — chiude l’avvocato —. Al contrario, non vanno esclusi ricorsi proprio su questo provvedimento. Che sembra avere un unico obiettivo: ritardare e depotenziare l’applicazione della sentenza della Consulta».