Pensioni: Delrio garante: “Non si toccano e gli 80 euro resteranno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Agosto 2014 9:36 | Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2014 9:46
delrio

Delrio (LaPresse)

ROMA – Pensionato stai sereno. Parola di Delrio: “nessun prelievo”. Graziano Delrio, sottosegretario di Palazzo Chigi è “categorico”, le pensioni non si toccheranno. Forse hanno mandato avanti Giuliano Poletti per fiutare l’aria e vista la mezza rivoluzione hanno fatto marcia indietro. In ogni caso oggi l’uomo di Palazzo Chigi e, parola di Repubblica,

1. sulle pensioni nega tutto;

2. promette che gli 80 euro resteranno;

3. smentisce anche l’ipotesi di una patrimoniale:

“Qualcuno ha preso un colpo di sole”. “La manovra? Si parte dai 16 miliardi della spending review”.

Per dare peso alle sue parole, che lette bene e messe controluce sanno più di risposte da prete o da politico che da grande leader, Graziano Delrio chiarisce bene il concetto che lui non è in disgrazia e che non ci sono screzi sempre più forti con Matteo Renzi:

“Invenzioni, Matteo lo vedo dieci ore al giorno tutti i giorni. L’unico problema che abbiamo è che lavoriamo troppo entrambi”.

L’intervista non è granché, non si capisce se è fatta per far sapere che Graziano Delrio è ancora saldo in sella o per calmare gli animi in attesa della mazzata: Con l’occasione dà un saggio di furbizia un po’ da due soldi. Lo spunto è fornito dall’estensione degli 80 euro cui Matteo Renzi si era impegnato. Delrio scandisce: noi siamo il Governo dei fatti [quelli di prima erano solo Governi del fare, si ricorda] e manteniamo sempre le nostre promesse…però se la congiuntura ce lo impedisce…

Francesco Bei dice a Graziano Delrio quello che tutti pensiamo, che è difficile essere ottimisti se nel governo è ripartito il carosello di dichiarazioni intorno al prelievo sulle pensioni. La risposta di Graziano Delrio è un po’ da prete e non è così rassicurante:

“A palazzo Chigi non abbiamo nessuna proposta in questo senso. E siccome decide palazzo Chigi, cioè Matteo Renzi, escludo in maniera categorica che ci saranno interventi sulle pensioni”.

Altra ipotesi, per trovare i soldi necessari a rilanciare gli investimenti: una patrimoniale.

“Benché quest’estate il sole non si sia fatto vedere troppo, qualcuno deve aver comunque preso un colpo di calore. La filosofia di questo Governo non è mettere nuove tasse [e qui già ci sarebbe da ridire], semmai rimettere qualcosa nelle tasche degli italiani. In sei mesi abbiamo dato 80 euro a 11 milioni di italiani, abbiamo ridotto l’Irap del 10 per cento, la bolletta energetica per le imprese e i contributi Inail per oltre un miliardo. Noi siamo quelli che levano le tasse, non quelli che le mettono”.

Luca Ricolfi è convinto che siano state le imposte sulla casa a bloccare la domanda interna. Si può immaginare un alleggerimento della Tasi?

“È vero che quella sulla casa fu una tassazione violenta, ma il paese era sull’orlo del collasso. Quella di Monti è stata di fatto una grande patrimoniale, ma ha salvato i conti dello Stato. Ora la Tasi vale in media quanto l’Imu 2012, con qualche comune che fa pagare di più e qualcun altro di meno”.

Quindi ce la teniamo?

“Il tema vero è fare quello che ci raccomanda l’Europa, ovvero completare la riforma del catasto. Ci sono ancori troppi proprietari che pagano poco per appartamenti di lusso accatastati come popolari e, viceversa, tantissimi che pagano cifre elevate per case che andrebbero valutate al ribasso. La revisione servirà a introdurre elementi di equità e ci sarà anche chi pagherà di meno “.

Leviamo di torno un’altra delle “voci” estive che ha fatto infuriare i sindacati. Si parla di un nuovo blocco contrattuale del pubblico impiego. Cosa c’è di vero?

“È un altro dossier mai arrivato a palazzo Chigi. L’abbiamo letto dai giornali”.

Il Governo darà seguito alla promessa di Renzi di estendere il bonus di 80 euro…

“Noi siamo il Governo dei fatti, quelli che mantengono le promesse. Avevamo detto che l’avremmo esteso non appena fosse stato possibile. Ora purtroppo siamo in presenza di una congiuntura negativa che nessuno — Ocse, Ue, Bce — aveva previsto “.

Quindi niente estensione degli 80 euro?

“Si farà il possibile. Intanto manteniamo la promessa di renderli strutturali per chi già ne ha goduto nel 2014”.

Con quali soldi?

“Quelli della spending review “.

E la manovra di quanto sarà? Proviamo a dare un ordine di grandezza: venti, venticinque, trenta miliardi?

“Aspettiamo la nota di aggiornamento del Def del primo ottobre. Di certo ci saranno i sedici miliardi della spending review”.