Perché i ferrovieri non sono precettati: Lupi doveva comunicare al Parlamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2014 10:50 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2014 10:50
Perché i ferrovieri non sono precettati: Lupi doveva comunicare al Parlamento

Maurizio Lupi (LaPresse)

ROMA – La rinuncia alla precettazione dei ferrovieri non sarebbe frutto della faccia feroce mostrata da Susanna Camusso e dalla sua Cgil ma di un errore tecnico che riporta ancora la burocrazia, sempre più incapace e sempre più irresponsabile, sul banco degli imputati dell’opinione pubblica.

Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, era stato autore della precettazione nello sciopero generale del 12 dicembre 2014. Poi aveva fatto retromarcia: la vulgata è che il merito va alla Camusso e alla intemerata di Matteo Renzi al suo ministro.

C’è una lettura che propone Salvatore Cannavò sul Fatto Quotidiano è un’altra. Ci sono certamente anche gli altri elementi, ma il mix è diverso. Prima viene

“un’inadempienza formale. Per legge, infatti, la precettazione deve essere comunicata al Parlamento che, invece, non ha ricevuto alcuna comunicazione”.

A questo punto Matteo Renzi ci salta sopra e sfrutta l’impasse e fa la sua predica:

“Si dice di una telefonata molto pesante da parte del premier, a cui non piacciono le iniziative solitarie dei ministri”.

Nel ministero dei Trasporti si annidano funzionari senza volto e molto pericolosi, come quell’anonimo che autorizzò i ciclisti a andare contro mano nei centri urbani, mettendo a rischio numerose vite, per poi essere per nostra fortuna smentita dalla versione finale del codice della strada, che escluse la sciagurata eventualità.