Rassegna Stampa

“Piemonte in crisi, Cota e Lega inadeguati, ora elezioni”: Salvatore Tropea

Piemonte in crisi, Cota e Lega inadeguati, ora elezioni"

Salvatore Tropea

Con il titolo “Il capolinea inglorioso del Carroccio”, Salvatore Tropea presenta su Repubblica la crisi del Piemonte dopo la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni regionali da cui è nata la presidenza di Roberto Cota della Lega, messo di recente in imbarazzo dalla rivelazione che aveva messo in nota spese alla Regione le mutande verdi stile Lega.

 La sentenza del Tar, arrivata

” dopo quasi quattro anni per un giudizio che il buon senso avrebbe permesso di scrivere in qualche mese

[…]

dice che la giunta di centro destra guidata dalla Lega ha governato sull’inganno di un’elezione viziata da irregolarità conclamate”.

Prosegue l’analisi di Salvatore Tropea:

“Se la strada che il Piemonte ha ora davanti è quella che porta alle elezioni in primavera, essa chiama in causa il centro sinistra le cui responsabilità non furono esenti da errori nella precedente tornata elettorale. Il Pd ha ora l’occasione per mostrare di che pasta è fatto. Che il candidato, come probabilmente accadrà, sia Sergio Chiamparino o un altro, poco importa. Ciò che conta è che il nome e il programma offrano garanzie più che comprovate a un elettorato stanco, sfiduciato e per alcuni versi anche ostile alla politica. […] Il Pd deve pensare a riconciliare l’elettorato con la politica”.

“Ora che il brogliaccio palese quanto reiterato delle firme false è stato risolto, salvo un ricorso al Consiglio di stato che di fatto non dovrebbe modificare la sentenza e comunque arrivare entro un mese e mezzo, non resta che andare subito alle urne per ripristinare la democrazia e rimediare a un vulnus che è stato possibile lasciando che qualcuno giocasse con le carte truccate:prima lo si farà meglio sarà per tutti. Il ritorno alle regole è l’occasione anche per farla finita con gli scandali a ripetizione, le mutande, gli oggetti di lusso, i centri benessere, i pranzi, i tosaerba, tutte le altre amenità messe sul conto dei cittadini con una pioggia di note spese farlocche. E soprattutto per chiudere un’infelice stagione contrassegnata dal fallimento politico del governo di centrodestra passato da un rimpasto all’altro e tutti peggiorativi delle sue già scarse qualità.

“Il segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini, ha parlato di “attacco alla democrazia” da parte di “giudici di sinistra” ed ha aggiunto che “c’è tanta gente incazzata”. A parte la riproposizione delle toghe rosse dentro le quali è difficile immaginare i membri del Tar, il Salvini che fa il verso a Berlusconi con il quale peraltro è alleato qui in Piemonte come in altre regioni della Padania, appare un personaggio triste da operetta, quello che alza il tono della voce per scacciare la paura. Nel suo caso la paura di un declino che, per come vanno le cose, potrebbe preludere alla fine dell’avventura cominciata col professor Gianfranco Miglio e finita col Trota.

“Ora si possono solo calcolare i danni. E non sono né pochi né di trascurabile entità. La meteora Cota è passata lasciandosi dietro una scia di problemi irrisolti: la sanità, la scuola, il lavoro in generale portano impressi i segni dell’assenza di strategia. Enfatizzati dalla crisi economica, alcuni di essi si sono incancreniti in assenza di contromisure che avrebbero potuto ridimensionarli se solo ci fosse stata da parte di Cota e della sua maggioranza la volontà e la capacità di uscire dagli angusti confini di un provincialismo incapace di spingere lo sguardo oltre il perimetro degli interessi elettorali”.

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