Rassegna Stampa

Pier Paolo Brega Massone, condannato e liberato in Cassazione

Condannato e liberato in Cassazione il chirurgo che operava senza motivo

Pier Paolo Brega Massone (foto Ansa)

ROMA – La vicenda di Pier Paolo Brega Massone appare oltre il paradosso.

Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera analizza e spiega perché Brega Massone viene arrestato l’11 giugno 2008.

Fa 17 mesi di carcere, poi è liberato dal gip Micaela Curami nel novembre 2009, ma su ricorso dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano il Tribunale del riesame lo rimanda dietro le sbarre l’1 maggio 2010. Il 28 ottobre 2010 il primo grado condanna a 15 anni e mezzo il chirurgo, i cui termini di custodia cautelare scadrebbero l’8 novembre. Ma tre giorni prima il tribunale, come di recente solo per Calisto Tanzi o Vanna Marchi, ripristina la custodia cautelare per l’«elevato pericolo di fuga» già dopo il verdetto di primo grado, confermato il 27 marzo 2012 in Appello. Questi 15 anni e 6 mesi arrivano il 22 giugno 2013 all’esame della Cassazione, che conferma la responsabilità di Brega Massone ma rileva che, nei mesi intercorsi tra il secondo grado e il giudizio di legittimità, si erano prescritti 19 capi d’imputazione su 79: e non ritenendo di avere il potere di autonomamente detrarre dalla pena la quota corrispondente ai reati prescritti, nel dispositivo demanda questo ricalcolo di pena a un nuovo processo d’Appello. Milano lo fa nel novembre 2013 con una diversa modulazione ma un identico risultato: 15 anni e 6 mesi. Contro questo ricalcolo la difesa propone ricorso tuttora pendente in Cassazione: dunque la quantificazione della pena non è ancora definitiva. Ma nel frattempo a fine luglio 2013 la Procura generale milanese aveva emesso un ordine di esecuzione parziale della pena, ritenendo di poter iniziare a fare scontare a Brega (che avrebbe esaurito il 4 settembre 2013 la custodia cautelare possibile) parte della pena collegata al passare già in giudicato della sua colpevolezza. Nell’estate 2013 i difensori Oreste Dominioni e Luigi Fornari lo contestano in un «incidente di esecuzione» che però viene respinto dalla sezione feriale estiva della Corte d’appello milanese. Un no impugnato anch’esso in Cassazione, che l’altro ieri dà invece ragione alla difesa, bocciando senza rinvio il provvedimento milanese e determinando la scarcerazione di Brega.

Almeno sino a quando un’altra Cassazione si sarà espressa in maniera definitiva sull’esattezza dei 15 anni e 6 mesi come ricalcolo della pena fatto in Appello.

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