Pino Iodice attacca Claudio Lotito: “È una cupola se non si cambia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2015 9:56 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2015 9:56
Pino Iodice attacca Claudio Lotito: "È una cupola se non si cambia"

Lotito e Tavecchio nella foto LaPresse

ROMA – Pino Iodice, d.g. dell’Ischia, rilancia il suo apparato accusatorio nei confronti di Claudio Lotito: «Ho altre telefonate con Lotito, Macalli è un uomo senza dignità». Ne parla La Gazzetta dello Sport con Alessandro Catapano.

«Ma Malagò che dice? Se non cambia niente nemmeno stavolta, allora è vero che il calcio italiano è in mano ad una Cupola». Pino Iodice è un fiume in piena. Il polverone lo ha alzato lui, con la regia di Ghirelli e Gravina, i capi della cordata anti Macalli (e Lotito, e Tavecchio, etc…). Una mossa che doveva scuotere un altro po’ la Lega Pro a poche ore dall’assemblea di lunedì, ma che ha finito per far tremare, almeno per un giorno, tutto il calcio italiano. Il d.g. dell’Ischia che ha passato a Repubblica la telefonata incriminata, ha detto tanto, ma non ancora tutto: «Ho altre conversazioni con delle minacce di Lotito nei miei confronti, ma non le darò solo alla Procura federale.

Le porterò ad un penalista perché si esprima la giustizia ordinaria». Intanto sul contenuto del Lotito pensiero si esprimono tutti, ma in tanti (compreso Malagò) hanno da ridire pure sul metodo scelto da Iodice per divulgarlo.

Il presidente di Lega Pro Macalli, ovviamente, è tranchant: «In tanti anni di calcio — dice — una cosa così schifosa non l’avevo mai vista. Registrare la telefonata! Sono allibito». «Gli faccio schifo? Ma il vomito viene a me — replica Iodice —, dinanzi a un presidente di Lega che non si dimette nemmeno per dichiarazioni che lo mettono alla berlina. Due sono le cose: o si è rincoglionito o non ha più dignità.

È Macalli che deve vergognarsi, anche perché è lui che ha determinato questo casino».
Iodice, napoletano, 50 anni, da almeno 30 nel cosiddetto calcio minore, non è un novizio né una verginella.

È un prodotto della scuderia di Moggi, diciamo così. Qualche anno fa, quando lavorava al Taranto, beccò 6 mesi di inibizione dalla Disciplinare per illecito amministrativo: nella stagione 2009-10 avrebbe stipulato un accordo occulto con l’allenatore Braglia girandogli 90 mila euro in nero. «Ma una cosa ci tengo a precisare: non ho mai portato sfiga a nessuno e anche per questo querelerò Lotito».