Pistorius. Femminicidio perfetto: Selvaggia Lucarelli, decalogo polemico

Pubblicato il 14 settembre 2014 8:09 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2014 8:09
Oscar Pistorius “colpevole di omicidio colposo”: la sentenza è mite

Oscar Pistorius: l’uccisione della fidanzata a colpi di pistola passata per omicidio colposo ha indignato il mondo

ROMA – Un paradossale e surreale decalogo di un “aspirante femminicida” è stato stilato da Selvaggia Lucarelli su Libero, un po’ scossa e sconcertata, come milioni nel mondo, per la sentenza che ha dichiarato Oscar Pistorius colpevole di “omicidio colposo” nel processo per la morte della fidanzata Reeva Steenkamp.

Il caso Pistorius e il suo epilogo, scrive Selvaggia Lucarelli,

“forniscono una serie di preziosi consigli per far fuori la propria compagna e sfangarsela con una condanna per omicidio colposo”.

 

Indignata, come molte donne e anche molti uomini, Selvaggia Lucarelli, usa l’ironia invece della veemenza verbale per esprimere un sentimento che non è solo delle donne e che solo casualmente riguarda il tanto di moda femminicidio. Siamo in Sud Africa, dove la classe conta più del colore. Nel caso di Pistorius c’è da pensare che se avesse ammazzato un uomo lo avrebbero mandato assolto del tutto.

La lista di consigli utili per compiere il femminicidio perfetto costituisce comunque lettura interessante, anche se quei consigli sono poco applicabili se decontestualizzati. Ergo: non datele retta, in Italia, con tutti i nostri difetti, qualche passo avanti lo abbiamo fatto:

1) Procurati una pistola. Non importa che te la procuri legalmente, tanto se poi finisci per sparare puoi sempre dire che vivi in una città pericolosa.

2) Visto che ormai la pistola ce l’hai, non tenerla chiusa nel cassetto insieme col Momendol e il telecomando del ventilatore.

Non ti limitare a tenerla lì nel caso un malintenzionato ti entri in casa. Fa come Pistorius, portala anche alle cene con gli amici.

Lui, prima di uccidere la fidanzata, aveva sparato in un ristorante tanto per esplodere l’ultimo colpo in canna, tu puoi sempre far fuori Cracco se il controfiletto è troppo cotto o accoppare un bambino troppo rumoroso, che mi pare pure un utilizzo più efficace, anzichè sparare in aria come un Balotelli qualunque.

3) Se hai ex fidanzate che ti ricordano come un uomo violento, non preoccuparti. Non preoccuparti neppure se anche con la tua ultima fidanzata, quella che vuoi far fuori, il rapporto è burrascoso.

Il giudice Thokozile Masipa ha detto chiaro e tondo che «i rapporti sono dinamici, non me la sento di giudicare».

Capito? L’ex fidanzata di Pistorius (quella prima di Reeva) gli nascondeva la pistola sotto al letto non perchè temesse di essere crivellata, ma perchè i rapporti sono dinamici.

Non esistono rapporti violenti, ma solo dinamici. Magari posta la frase su fb e attribuiscila a Barbara Alberti, alla Boldrini o a qualche altra paladina dei diritti delle donne, nessuno se ne accorgerà. L’ha detta un giudice donna, va bene. L’avesse detta un uomo, l’avrebbero appeso per le palle sul monumento più alto di Pretoria.

4) Riguardo i vicini di casa, stai sereno. Non importa che siano miti signori o una normalissima coppia di coniugi, come nel caso Pistorius, anzichè due mitomani appurati. 

Non importa che dicano, come nel caso Pistorius, di aver udito chiaramente le liti, le urla della vostra fidanzata, gli spari e voi che gridavate help help help.

Gli avvocati trovano sempre tesi convincenti per sostenere l’innocenza del proprio assistito. Quello di Pistorius, per esempio, disse alla testimone che in realtà lei udì sempre e solo la voce di Pistorius, il quale quando grida emette degli acuti «molto femminili».

È negli atti, mica sto inventando.

5) Qualcuno, come per Pistorius, dirà che sei sempre stato un po’ incazzoso, che avevi un atteggiamento vessatorio con le donne, che eri rissoso pure nel bar sotto casa.

Tu giocati la tua faccia da bravo ragazzo come Pistorius in aula. Piangi come un agnellino, vomita. Pure Parolisi vomitò ininterrottamente dopo aver ammazzato la moglie Melania, è vero, ma per tutti sarà un chiaro indizio di sensibilità e sofferenza.

6) Cerca di contraddirti parecchie volte. Sii evasivo. Il giudice dirà, come nel caso di Pistorius, che sei stato un cattivo testimone e che ti sei contraddetto, ma questo curiosamente ti renderà un imputato attendibile, visto che alla fine si crederà alla tua versione e non a quella dei vicini di casa cazzari.

7) Ora, lo so che questo consiglio ti sembrerà bizzarro, ma devi fare in modo che la tua fidanzata, alle tre di notte, si chiuda nel bagno mentre tu, affetto da licantropia, sei sul terrazzo a rimirare le fasi lunari.

A questo punto, rientrando in casa dopo un paio di ululati, potrai affermare di aver udito dei rumori dal bagno. Dì che pensavi fossero dei ladri. Sì, lo so che c’è un piccolo particolare e cioè che la tua fidanzata non è più nel suo letto e quindi non si capisce perchè tu non abbia pensato più a una colica della tua fidanzata che a un serial killer dietro la tenda doccia, ma fa nulla.

Tu afferra la pistola e senza neanche chiedere «chi è?», prendi e spara quattro colpi di pistola ad altezza uomo.

Se trovi il giudice giusto, come nel caso Pistorius, potrai sempre sostenere che non solo non sapevi che dietro la porta ci fosse la tua fidanzata, ma pure che non volevi uccidere.

8) Dì che la amavi, la tua fidanzata. Dì le stesse cose che ha detto Pistorius. Che eravate sereni, che quella sera tu vedevi la tv mentre lei faceva yoga, pure se il sospetto è che lo yoga in realtà avrebbe fatto meglio a te.

9) Se ti dice bene come a Pistorius, ti beccherai una condanna per omicidio colposo. In pratica ti daranno del negligente, ma non dell’assassino. In pratica sarai assolto moralmente e passerai per uno che contrasta la criminalità con maniere un po’ forti.

10) Infine, mio caro aspirante femminicida, se solo somigli un po’ a Pistorius, confida nel tuo status di maschio bianco, famoso, con una scia di eroicità alle spalle. Confida anche un po’ nella fortuna, [trovare] il giudice giusto, come nel caso di Pistorius. Un giudice donna che non crede al femminicido, ma alla dinamicità dei rapporti”.