Poste, Francesco Caio nuovo ad. Porterà la società in Borsa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Maggio 2014 12:52 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2014 12:53
Poste, Francesco Caio nuovo ad. Porterà la società in Borsa

Poste, Francesco Caio nuovo ad. Porterà la società in Borsa

ROMA – Da mercoledì 7 maggio Francesco Caio è il nuovo amministratore delegato di Poste ita­liane. L’incarico è stato formalizzato dal cda, ma il nuovo arrivato aveva già preso possesso del suo ufficio lu­nedì pomeriggio.

Questo piccolo par­ticolare dà l’idea di un lavoro che si misurerà anche con i tempi. Le Poste hanno in cantiere la privatizzazione attraverso una “Ipo”, cioè il colloca­mento in Borsa delle azioni. Già nei prossimi giorni il Consiglio dei mini­stri dovrebbe dare il via all’operazio­ne con l’obiettivo – condizioni azien­dali e di mercato permettendo – di quotare il titolo entro l’anno; perciò i prossimi mesi appaiono,per l’impre­sa e per il nuovo ad, molto impegnati­vi.

Scrive Paolo Stefanato sul Giornale:

Bastano un paio di numeri per ca­pirne le dimensioni colossali: le Po­ste valgono quanto la Fiat,cioè all’in­circa 10 miliardi; l’intendimento è di vendere sul mercato il 40%, per cui il governo si aspetta un ricavo di 4 mi­liardi. La stima non è un’invenzione: è stata effettuata nel 2010, quando il Tesoro riacquistò la quota allora di proprietà della Cassa Depositi e Pre­stiti, che scambiò con un pacchetto di Eni, già allora quotata e quindi dal prezzo trasparente. Gli esperti consi­derano i 10 miliardi di allora ancora un riferimento, considerando anche il miliardo di utile del 2013.

Su Caio punta dunque il governo di Matteo Renzi come già aveva punta­to il suo predecessore, Enrico Letta, che gli aveva affidato l’incarico di commissario per l’Agenda digitale. Del resto, tra il 2008 e il 2009, egli è sta­to consulente del governo italiano e di quello britanni­co per le strategie legate alle teleco­municazioni, la sua specialità d’origine.Insom­ma: il 58enne in­gegnere napoleta­no, con laurea al Politecnico di Mi­lano, è quel che si dice una risorsa dello Stato. Ma è anche un uomo d’azienda puro:nel 1993 fu ad di Om­nitel, primo operatore privato di tele­fonia mobile in Italia, impresa prati­camente fondata da lui stesso (oggi è Vodafone Italia), poi è stato ad di Mer­loni (oggi Indesit), e successivamen­te, a Londra, di Cable e Wireless, sem­pre tlc, con sede a Londra.

Per portare le Poste sul mercato ci si affida dunque a un uomo di tecnolo­gia, di esperienza internazionale, le­gato al servizio al cliente: questo è l’imprinting della telefonia, perchè un telefonino deve funzionare bene e costare poco. La platea delle poste è altrettanto popolare e alla ricerca di funzionalità e semplicità. Bastano due numeri per capire quanto l’azien­da sia presente tra gli italiani: 25 mi­li­oni di libretti di ri­sparmio, 8 milio­ni di carte prepa­gate. Poi c’è chi compra franco­bolli, spedisce rac­comandate e va­glia, pacchi e pac­chetti. Non c’è al­tra azienda così diffusa tra la gente. La sfida di Caio sa­rà la qualità del recapito, degli uffici, del processo: gli azionisti arriveran­no solo se crederanno nella società.