Premier, quattro nel cuore di Mattarella? Giorgetti, Flick, Cantone, Draghi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 12:46 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 12:46
Premier, quattro nel cuore di Mattarella? Giorgetti, Flick, Cantone, Draghi

Premier, quattro nel cuore di Mattarella? Giorgetti, Flick, Cantone, Draghi

Premier. Il primo ministro che sarà. Come i quattro moschettieri, quattro nomi di premier nel cuore di Sergio Mattarella.

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Nel caso in cui i partiti non si accordino, ecco, secondo Goffredo De Marchis di Repubblica, la rosa dei favoriti, nell’ordine:

 1 Giancarlo Giorgetti,
2 Giovanni Maria Flick,
3 Raffaele Cantone,
4 Mario Draghi.
Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scrive De Marchis, è quasi un obbligo cominciare a pensare a una soluzione che superi i leader e attraverso i loro passi indietro conduca a una soluzione.

Un po’ meno probabile, perché poco super partes, una proposta “istituzionale”, quella dei presidenti delle Camere, Roberto Fico (Camera) e Elisabetta Alberti Casellati (Senato). Vero è che “dire di no a una scelta istituzionale non è facile per i partiti. Ma i due non sono intercambiabili”.

Fico, napoletano laureato a Trieste con una tesi sui cantanti neomelodici, “è l’anima di sinistra dei 5 stelle, il Pd non lo ha votato, ma ha applaudito alcuni passaggi del suo discorso di insediamento”.

La Casellati è “la soluzione per uno schema che al momento sembra in alto mare: un patto grillini e centrodestra. I 5 stelle l’hanno votata al Senato ma resta la paladina delle battaglie contro i magistrati di Silvio Berlusconi. Sostenerla da premier non è la stessa cosa”.

Ed ecco le ragioni dietro la lista dei quattro.

Giancarlo Giorgetti, “il leghista apprezzato da molti”, può ottenere la benedizione di Salvini, l’appoggio di Forza Italia e una cornice che prevede sia i 5 stelle sia (se i grillini si chiamano fuori) l’apertura al Pd (che Salvini esclude a priori).

Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte costituzionale, continua a essere una candidatura possibile, se partisse un dialogo Grillo-Partito democratico. Flick si è molto avvicinato al Movimento e allo stesso tempo ha vissuto tutta la stagione dell’Ulivo accanto a Romano Prodi.

Raffaele Cantone. Il presidente dell’Autorità anticorruzione è l’uomo che viene sempre chiamato in causa quando bisogna confermare la liceità di un comportamento politico legato alla trasparenza. In questi anni a lui si sono rivolti pubblicamente soprattutto il Movimento e il Pd.

Mario Draghi, presidente in scadenza della Bce, è stato già molto evocato. Sarebbe il garante dei nostri conti sui mercati nel momento in cui la situazione finisse nel mirino della speculazione.

Poco verosimile che la scelta cada su Antonio Tajani: era il candidato premier di Forza Italia, sarebbe una scelta non terza certamente. Inoltre sta facendo molto bene come presidente dell’Europarlamento, garante dell’Italia presso le cancellerie europee (ha ottimi rapporti con Merkel, Macron e Rajoy) e presso Bruxelles.

Così, l’idea di un ritorno alle urne immediato e con Paolo Gentiloni in carica per gli affari correnti sembra esclusa da molti, a cominciare dal capo dello Stato, colui che decide. “Ecco perché il terzo nome, anche nella confusione di queste ore, è una pista da seguire”, conclude De Marchis.