Rassegna Stampa

Pugnette, battone, morti che parlano, il dizionario del linguaggio grillino

Pugnette, battone, morti che parlano, il dizionario del linguaggio grillino

Pugnette, battone, morti che parlano, il dizionario del linguaggio grillino

ROMA – Pugnette, battone, morti che parlano: ad ognuno il suo dizionario, ecco l’antologia (firmata Giampiero Calapà) di quello grillino:

Continua il muro contro muro nelle istituzioni tra il Movimento cinque stelle e il resto dell’arco costituzionale. Scontri parlamentari, anche fisici, occupazioni di aule, ma soprattutto una “guerra” di parole. In questa battaglia i grillini e il loro leader spesso inciampano in volgarità, esasperazioni e gaffe che – per quanto amplificate spesso dalla grande stampa nazionale e dagli avversari politici – raccolte tutte insieme fanno un certo effetto e, a volte, appaiono assai simili a quelle che i cinquestelle stessi subiscono. L’insulto pronunciato da Beppe Grillo vive da sempre nell’ambiguità: è l’espressione di satira, anche feroce, propria di un comico – lo erano, ma non per questo più eleganti, le due sparate contro Rita Levi Montalcini che troverete in fondo – oppure è l’invettiva di un attore-politico a tutti gli effetti con conseguenti responsabilità, considerato anche il 25 % raccolto alle ultime elezioni politiche? Ecco un breve vocabolario grillino.

Colpo di Stato. “In Italia è in atto un colpo di Stato progressivo. La fine della democrazia un passo alla volta, per abituare il cittadino al cambiamento” (beppegrillo. it, 24 novembre 2013). “In Italia è in corso, ora, mentre tu leggi questo articolo, un colpo di Stato, non puoi più far finta di nulla. Non è il primo, potrebbe essere l’ultimo. In questi anni ci sono stati molti colpetti di Stato. (…) È la fine della democrazia” (beppegrillo. it, 4 febbraio 2014).

Stupratori. “Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio!” (twitter, Claudio Messora, 3 febbraio 2014). “Non era mia intenzione offendere Laura Boldrini. Se a causa di una mia battuta è accaduto, me ne scuso. Ora torniamo a parlare di contenuti” (twitter, Claudio Messora, 3 febbraio 2014).

Giornali carta igienica. Il Movimento Cinque Stelle “ha fatto ‘ opposizione ’ da non confondere con il termine ‘ ostruzionismo ’ caro ai telegiornali e alla carta igienica quotidiana che sono diventati quasi tutti i giornali” (beppegrillo. it, 31 gennaio 2014). Partigiani. “Siamo la nuova resistenza” (beppegrillo. it, 30 gennaio 2014). La pensione di Caselli. “Bene… paghiamo la pensione all’ex magistrato Caselli per andare a Ballarò a parlare del M 5 s. Stupendo…” (facebook, onorevole Laura Castelli, 28 gennaio 2014).

L’Europa fa le marchette. “L’Europa da somma di grandi potenze si è trasformata in un’armata Brancaleone. Si specchia nell’euro, fin qui un fallimento, come una vecchia signora ammira improbabili gioielli della sua giovinezza. In pubblico si dice unita, in privato fa le marchette” (beppegrillo. it, 26 gennaio 2014).

Ce l’ha più grosso di tutti. “Renzie ce l’ha più grosso di tutti. O per lo meno lo crede. Lui è lì perché l’hanno votato tre milioni di persone delle primarie. Gabibbo compreso. Elettori pd, per la vostra dignità, fatevi restituire i due euro dallo smacchiato, rottamato, pensionato, cacciato dal Senato e ieri riesumato pregiudicato Berlusconi!” (beppegrillo. it, 26 gennaio 2014).

Giornalisti servi. “I giornalisti sono i principali colpevoli dello sfascio dell’Italia asserviti a un padrone, a un’ideologia o al portafoglio” (beppegrillo. it, 10 gennaio 2014).

Landini fa schifo. “Landini mi fai schifo. Parli con le parole del M 5 s ma hai firmato l’Accordo di Maggio 2013. Via l’art 18 e via lo sciopero. Sparisci schiavo Pd” (twitter, onorevole Laura Castelli, 9 gennaio 2014).

l’Unità calabrone. “l’Unità è come un calabrone, non si sa come faccia a volare, ma non fallisce mai, come qualunque società non assistita avrebbe fatto da tempo” (beppegrillo. it, 27 dicembre 2013). Flatulenze e pugnette. “Renzi aveva annunciato una ‘ sorpresina’. C’è stata invece solo una scoreggina” (beppegrillo. it, 15 dicembre 2013). “Letta, fatti non pugnette” (beppegrillo. it, 13 dicembre 2013).

Poliziotti e forconi: unitevi. “Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. La protesta di ieri può essere l’inizio di un incendio o l’annuncio di future rivolte forse incontrollabili” (beppegrillo. it, lettera aperta alle forze dell’ordine, Beppe Grillo, 10 dicembre 2013).

Deputati da fermare all’ingresso. “In Parlamento siedono 150 abusivi. Questi signori non devono più entrare: non hanno alcuna legittimità. Devono essere fermati all’ingresso di Montecitorio” (beppegrillo. it, 7 dicembre 2013).

Segnalate i giornalisti nemici. “Segnalate gli articoli dei ‘ giornalisti ’ stile Oppo per la nuova rubrica del blog: ‘ Giornalista del giorno’” (beppegrillo. it, 6 dicembre 2013).

Vecchio battone. “Come Casini ha battuto i marciapiedi della politica, nessuno mai” (beppegrillo. it, 28 novembre 2013).

Baudo slinguava Craxi. “Pippo Baudo è tornato. Un ritornante, un presentatore quasi vivente. Ha attaccato il M 5 s e leccato il culo a Renzi in diretta. Ha spiegato di essere stato cacciato dalla Rai per colpa mia, quando il cacciato fui io e lui slinguò Bottino Craxi, tremante, dissociandosi. Si involò subito dopo verso un contratto principesco con Fininvest di 45 miliardi di lire”. (beppegrillo. it, 24 novembre 2013). Prendinculo. “Cipollino Renzie dice (e twitta)

To Top