Quella tendopoli abusiva vicino alle Terme di Caracalla, Flavia Scicchitano sul Corriere della Sera

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 gennaio 2014 13:27 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2014 13:27
Quella tendopoli abusiva vicino alle Terme di Caracalla, Flavia Scicchitano sul Corriere della Sera

Quella tendopoli abusiva vicino alle Terme di Caracalla, Flavia Scicchitano sul Corriere della Sera

ROMA – “Quella tendopoli abusiva vicino alle Terme di Caracalla” scrive Flavia Scicchitano sul Corriere della Sera: “Una baracca fatta di legno e di stracci. Intorno lenzuola stese sopra ringhiere e cespugli, cocci di vetro, lattine, avanzi di cibo e rifiuti di ogni sorta. Siamo a piazzale Metronio, ancora una volta nel pieno centro di Roma”.

L’articolo di Flavia Scicchitano:

Ancora una volta un angolo di storia sottratto a cittadini e turisti e concesso al degrado. Nei giardini alle spalle della storica Porta romana, negli ultimi mesi si è formata una vera e propria tendopoli: una ventina di persone circa, accampate abusivamente giorno e notte, che accendono fuochi, bivaccano e dormono a ridosso delle Mura Aureliane. Ma il problema va ben oltre il danno all’immagine di uno dei luoghi simbolo della Capitale. «Abbiamo paura — denuncia una residente —. Queste persone sono perennemente ubriache. Si denudano in piena luce, hanno rapporti sessuali sul prato e la notte spaventano e minacciano i passanti. Una sera tornando a casa mi hanno accerchiata in sei. Non mi hanno toccata ma temo che possa accadere. Anche i bambini sono terrorizzati: una volta sono stati inseguiti e per scappare si sono dovuti buttare in mezzo alla strada». E lo scenario, in quel parco che dista solo poche decine di metri dalle Terme di Caracalla, diventa ancora più inquietante la domenica mattina, quando, tra le foglie degli oleandri di via Gallia, spuntano borsette vuote, portafogli e damigiane abbandonate. «Da quando si sono accampati sono aumentati anche i furti — raccontano gli abitanti — Sono state rubate tutte le bici del quartiere, scassinati due appartamenti, sfondati i vetri di alcune macchine. Non sappiamo di chi sia la colpa ma il dubbio viene. Sono stati in grado di rubare anche un defibrillatore da un’ambulanza. Se quella persona avesse avuto un infarto sarebbe morta». A trasformare il parco di San Giovanni in un villaggio per senza fissa dimora sarebbero stati, a detta dei residenti, i lavori per la Metro C che, mese dopo mese, attirerebbero nella strada ormai chiusa dai cantieri nuovi disperati. «All’inizio erano in cinque ma stanno crescendo in modo esponenziale — spiegano —. Il quartiere è in ostaggio e il sindaco sembra non interessarsi minimamente né a noi né alle condizioni precarie di queste persone che avrebbero diritto a una sistemazione dignitosa. Sembra si aspetti che succeda qualcosa di grave». Ed è infatti di un mese fa la lettera inviata dai cittadini di piazzale Metronio a Ignazio Marino, ai vigili e alla polizia per chiedere lo smantellamento della baracca. Dal Campidoglio però ancora nessuna risposta.