Rachida Dati, ex ministro francese: “La sfida di Sarkozy? Sedurre le classi popolari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 16:33 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 16:33
Rachida Dati, ex ministro francese: "La sfida di Sarkozy? Sedurre le classi popolari"

Rachida Dati, ex ministro francese: “La sfida di Sarkozy? Sedurre le classi popolari”

ROMA – “Voterò per Nicolas Sarkozy, il migliore”, Rachida Dati, intervistata da Repubblica, fatica a trattenere l’entusiasmo per l’annunciata nuova discesa in politica di Sarkozy: “Alla destra francese sì. Guardiamo l’attuale situazione. Ci ritroviamo da tempo senza un leader indiscusso. I nostri militanti sono disorientati. Abbiamo smarrito la linea politica. Siamo in piena confusione. Per il primo partito francese è legittimo sperare in qualcosa di meglio”.

L’intervista completa:

E perché dovrebbe essere proprio l’ex presidente sconfitto due anni fa a risollevare oggi le sorti dell’Ump?
«I problemi economici e politici che abbiamo davanti sono talmente seri e gravi che c’è bisogno di un leader forte, che sappia prendere decisioni importanti, sapendo affermare i nostri valori ma restando in collegamento con le richieste dei francesi. Sono convinta che a destra solo Sarkozy possa incarnare tutto questo».
La strada verso la presidenza del partito è spianata?
«Sarkozy non è visto come il salvatore della patria. Anche lui è consapevole che non può ripartire con gli stessi metodi di un tempo. È una strada in salita, la sua. Sarà giudicato sui fatti. I francesi non vogliono più ascoltare promesse di cambiamento, sono già stati delusi abbastanza».
Quali sono gli errori da non ripetere?
«Nel 2012 alcune idee e impostazioni della campagna non sono state comprese dagli elettori. Ci sono stati alcuni equivoci, malintesi. La percezione che molti francesi hanno avuto di Sarkozy non corrispondeva all’uomo che conosco e che ha vinto nel 2007».
La svolta verso l’estrema destra è stata uno sbaglio?
«Non solo. Durante i cinque anni del suo mandato, Sarkozy ha fatto alleanze di circostanza, mi riferisco alla cosiddetta ouverture (la nomina di personalità di sinistra, ndr). Sono tutte mosse incomprensibili agli occhi dei nostri elettori. Adesso la priorità è rivolgerci ai francesi esclusi, dimenticati dalla sinistra ».
L’ex presidente si candida per meglio proteggersi dalle inchieste giudiziarie?
«Credetemi: l’unica motivazione di Sarkozy è non lasciare che la Francia affondi. Ne abbiamo parlato. Sulle procedure giudiziarie che lo riguardano è molto sereno».
È possibile fermare l’ascesa di Marine Le Pen?
«Sarkozy non deve preoccuparsi di Le Pen, ma dei francesi. Sarebbe ridurre tutto a un duello personale. La scommessa di oggi è riconquistare le classi popolari dimenticate da tempo sia dalla sinistra che dalla destra».
Alain Juppé è il politico di destra più popolare del momento. Meglio lui di Sarkozy per le presidenziali nel 2017?
«I sondaggi non fanno un presidente della République. Bisogna vincere un’elezione. Serve una vera visione per la Francia, il suo futuro, bisogna avere le spalle larghe. Juppé ha esperienza del potere. Non ho niente contro di lui, è legittimo che voglia candidarsi alle primarie. Dico solo: vinca il migliore».