Rassegna Stampa

Raffaele Bonanni (Cisl): “Il governo è già fuori strada”

Raffaele Bonanni (Cisl): "Il governo è già fuori strada"

Raffaele Bonanni (Cisl): “Il governo è già fuori strada”

ROMA – “Il governo è già fuori strada”, queste le parole di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, intervistato dal Fatto Quotidiano:

Bonanni, ha nostalgia dei vecchi “riti concertativi” che Renzi vuole spazzare via? Sono io per primo a non volerli: la consultazione, gli incontri, le chiacchiere. La concertazione come teatrino non mi interessa. E allora, cosa chiede? Che i vari ministeri affrontino le questioni concrete. Dica la verità, non vi ha ancora cercato nessuno? Diciamo che non ci siamo cercati reciprocamente. Ma qual è il problema che più vi sta a cuore? Far ripartire i consumi è l’unico modo di mettere in moto l’economia e creare posti di lavoro. Renzi vuole ridurre l’Irap del 10 per cento e quindi di agire sul cuneo fiscale. Già con il secondo governo Prodi si realizzò una cosa del genere, cinque miliardi di riduzione del cuneo fiscale alle aziende, che non produsse risultati. Perché? Dare soldi alle imprese, in assenza di un mercato che tira, significa buttarli. Per il bene dell’economia è meglio rinvigorire i consumi.

La riduzione del cuneo può avvenire con una mediazione? Un tot alle imprese e un tot ai lavoratori? Prima bisogna ridurre l’Irpef ai lavoratori. Lo dicono gli economisti più seri. È anche nell’interesse delle imprese. Non sembra fiducioso. Mi sembra tutto surreale. Sento parlare di posti di lavoro legati alle modifiche delle regole oppure prodotti da soldi concessi alle imprese. Il problema, ripeto, sono i consumi. Lo stesso Filippo Taddei (responsabile economico del Pd, ndr) lo ha sostenuto con forza. Ma il governo è d’accordo con Taddei? Renzi si sta muovendo in modo contraddittorio? Siamo di fronte a una molteplicità di proposte. Mi sta bene accelerare i pagamenti alle imprese per dare loro liquidità. Però quegli arretrati sono anche il prodotto di prezzi molto discutibili praticati alla Pubblica amministrazione dalle imprese che ricevono commesse. E poi che ci fanno le imprese con questi soldi? Che ci fanno? Se non c’è ripresa dei consumi le imprese non assumeranno ma si metteranno la liquidità in tasca. Dove pensa che si debbano prendere i soldi? La lotta all’evasione fiscale è ancora una priorità? Oppure è più importante lottare contro chi persegue gli evasori? Poi si possono vendere i beni demaniali che non danno reddito salvaguardando i “gioielli di Stato” che invece un reddito lo creano. E sulla spending review, mettiamo sotto osservazione i prezzi praticati dalla Pubblica amministrazione, rivediamo consulenze, esternalizzazioni e convenzioni. Su quel piano ci sono malversazioni? Occorre mettere mano al verminaio della corruttela italiana. Da chi dipende la corruttela? Dal partito della rendita, che controlla mezzi di comunicazione, sanità o che ha grandi interessi con la cosa pubblica. Il governo ci deve dire se sta con la rendita o con la gente. Le piace il piano Jobs Act che Renzi sta preparando? Vorrei capire cos’è. E a Renzi prima di portarlo alla Merkel, dovrebbe portarlo ai lavoratori italiani. Le sembra fumoso? Non lo sarà più quando lo comunicherà alle rappresentanze dei lavoratori e delle imprese. Credo ancora a una democrazia basata sulla rappresentanza. Non ci interessano i caudilli. Renzi è un caudillo? No, ma non stiamo partecipando a un concorso in cui la proposta viene svelata all’ultimo momento.

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