Rai, diritti gonfiati per ricavare mazzette: indagato vicedirettore Rai Movie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2014 12:23 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2014 12:24
Rai, diritti gonfiati per ricavare mazzette: indagato vicedirettore Rai Movie

La sede della Rai

ROMA – Un incendio misterioso, una madre e un figlio eccentrici morti carbonizzati, vecchi film russi, fatture gonfiate, tangenti. Sono gli ingredienti letterari ma fin troppo veri di una storiaccia che è oggetto di un’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Bologna per conto della Procura del capoluogo emiliano che ha portato alla perquisizione a tappeto delle sedi di Rai Gold e Rai Cinema di Roma e di altre società private, major italiane del settore cinematografico, a Milano, Bologna, Firenze e Prato e all’iscrizione nel registro degli indagati del vicedirettore di Rai Movie, Enzo Sallustro, con l’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Racconta Diana Alfieri sul Giornale:

Tutto ha inizio il 27 gennaio 2013 quando a Bologna, nella centrale via Aldini, scoppia in pieno giorno un devastante rogo nell’appartamento in cui vivono Anna Maria Rinaldini, 74 anni, e il figlio Alexis Vidakis, 46 anni. I due vengono trovati morti, lui carbonizzato nel punto in cui sarebbe scoppiato l’incendio, lei soffocata dal fumo sul letto. Fine da incubo per due personaggi piuttosto bizzarri: una vita da appartati in una casa di lusso ma sporca e ingombra di ogni genere di oggetti. Eppure a parte qualche stranezza non si tratta di emarginati: lui è piuttosto noto nel mondo del cinema d’autore, è titolare di Tele Video, una società di produzione bolognese specializzata nell’acquisto di film russi della Mosfil’m, la Cinecittà moscovita dove sono stati girati i più grandi capolavori del cinema sovietico, da Sergej Michajlovic Ejzenštejn ad Andrej Tarkovskji (…)

Le indagini sul rogo non portano da nessuna parte, nell’appartamento in via Aldini, chiuso dall’interno, non ci sono tracce di intervento di altre persone. Eppure qualcosa non convince il pm Francesco Caleca, che non archivia l’inchiesta. Tutte le piste restano aperte tranne quella del suicidio, che pare esclusa. E forse il mistero di quelle due morti è legato all’inchiesta delle Fiamme gialle bolognesi, che prende le mosse dai movimenti finanziari di Vidakis e pian piano porta a galle «una vasta rete di rapporti nell’acquisizione dei diritti cinematografici da parte della Rai su cui si addensano forti indizi di illiceità».

A insospettire il pm Morena Plazzi, sostituto procuratore della Repubblica di Bologna, il fatto che Vidakis avrebbe dato a Sallustro una mazzetta (41.500 euro nel solo 2012 transitato dai conti correnti di Vidakis e della madre a quello di Sallustro) per cedere alla Rai i diritti sulle centinaia di titoli della sua library a un prezzo cinque o sei volte superiore a quello da lui pagato per l’acquisto: trattandosi infatti di vecchi classici della cinematografia russa il loro valore di mercato è decisamente esiguo e ingiustificabili di conseguenza le cifre sborsate dalla Rai.

Sallustro, che con il caso (ancora irrisolto) dell’incendio non c’entra nulla, è indagato per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, ed è stato sentito ieri per tre ore dalla pm negli uffici della Guardia di finanza di Roma. “Si tratta di una relazione ventennale con due persone care, che non ha nulla a che fare con l’azienda per cui lavoro”, spiega al Fatto Quotidiano il dirigente Rai.

“Il mio ruoolo nel 2012 all’epoca dei fatti, quando ero solo funzionario, non mi consentiva di avere potere di acquisto. Quando mi si contestano i prezzi gonfiati io non so di che cosa si parla. Non ho la possibilità di firmare né contratti, né richieste di acquisto. Segnalo film da quando ho iniziato a lavorare in Rai, ma questi a volte possono essere comprati, a volte no. E poi le pare che, se avessi voluto fare qualcosa di illecito mi facevo fare dei bonifici bancari? Tracciabili?”. “Si trattava solo di prestiti personali in un momento di difficoltà economica per Sallustro”, spiega anche l’avvocato difensore Francesco Gregni. Nell’ambito delle indagini , le fiamme gialle ieri hanno perquisito sia le sedi romane di Rai Cinema e Rai Movie, sia alcune altre società di produzione a Bologna, Prato, Firenze e Milano, non molto diverse dalla ditta, chiamata Televideo, di Vidakis. A Sallustro vengono infatti contestati solo quei presunti rapporti illeciti con il distributore bolognese, ma la procura di Bologna vuole verificare si sia trattato di episodi isolati o dietro ci sia un metodo che eventualmente coinvolga anche altre persone.