Rai, compensi star segreti: M5s e FI uniti su trasparenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2015 13:40 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2015 13:40
Rai, compensi star segreti: M5s e FI uniti su trasparenza

Rai, compensi star segreti: M5s e FI uniti su trasparenza

ROMA – I compensi che la Rai elargisce alle star restano segreti e i manager, anche se pubblici, superano la soglia di 240mila euro l’anno fissata per gli stipendi dei dirigenti statali. Ora il Movimento 5 stelle e Forza Italia si sono unite per chiedere al governo la trasparenza sugli stipendi e i compensi in Rai.

Mario Ajello sul Messaggero scrive che il ddl Giacomelli sulla riforma della Rai è approdato alla Camera dei Deputati, dove è stato approvato:

 

“Subito dopo l’ok di Montecitorio il testo passerà al Senato e a metà novembre la Rai – questo il nodo principale della riforma – potrà avere come tutte le aziende normali un vero e proprio amministratore delegato. Antonio Campo Dall’Orto, ora direttore generale, avrà i pieni poteri di ad e sulla base di quelli potrà avviare – con molta più forza rispetto al cda e rispetto ai partiti che hanno nel Cda il loro tramite per contare qualcosa – la famosa rivoluzione nella tivvù pubblica che Renzi auspica da tempo. E che prevede, per esempio, l’accorpamento dei telegiornali, a cui Campo Dall’Orto metterà mano al più presto. Come si spera o come si teme.

BOTTA E RISPOSTA

I grillini ieri a Montecitorio hanno accusato questa riforma di rendere la Rai simile a un «nuovo Minculpop» al servizio del premier. Mentre per Forza Italia, Renato Brunetta sta guidando la battaglia d’opposizione e polemizza contro i compensi dei vertici Rai: «La presidente e il dg percepiscono stipendi molto superiori al tetto stabilito per legge che é di 240.000 euro annui. Serve trasparenza sui loro contratti e anche su quelli delle star televisive».

Il sottosegretario Giacomelli, titolare della riforma, replica: «Non si può mettere una norma ad hoc sui compensi, c’è già la legge generale che li regola». E comunque vige il criterio della trasparenza on line per tutti i compensi di Viale Mazzini e Saxa Rubra. Tranne quelli per le star dell’intrattenimento: «Perché a differenza degli stipendi dei dirigenti, questi non hanno un peso strutturale nel bilancio aziendale». Quindi possono sforare. Anche per evitare favori alla concorrenza.

Intanto la riforma corre. E la rivoluzione – assicurano i renziani – non può più attendere. Anche se nelle file allargate dei fedelissimi di Matteo qualche malcontento si coglie. Avrebbero voluto e ancora vorrebbero una riforma più incisiva. Con i partiti un po’ più fuori dalla Rai, anche se già stanno subendo una diminuito, e non limitarsi al fatto che il Cda conti di meno”.