Rassegna Stampa

Renata Polverini: “Una rete che mi faceva paura. C’era una regia occulta”

Renata Polverini: "Una rete che mi faceva paura. C’era una regia occulta"

Renata Polverini: “Una rete che mi faceva paura. C’era una regia occulta”

ROMA – “Una rete che mi faceva paura” dice Renata Polverini intervistata dal Corriere della Sera: “In ogni incontro istituzionale, in Comune, in Regione fino alle sedute della Commissione parlamentare sulle Ecomafie, sembrava che ci fosse sempre una regia occulta: dalle domande, dalle osservazioni, dai rilievi che emergevano avevo la sensazione dell’esistenza di una rete molto estesa, di un sistema diffuso di rapporti che spingeva tutti, alla fine, alle stesse conclusioni”.

L’intervista al Corriere della Sera:

E poi quante volte l’ha rivisto? 
«L’ho incontrato solo un’altra volta, quando sono andata da presidente della Regione appena eletta a visitare Malagrotta (nella foto l’incontro con Cerroni, ndr.)».
I suoi rapporti con Cerroni erano tesi. 
«Credo che l’aver creato una società pubblica, Lazioambiente, che di fatto andava a ostacolare il suo monopolio, non era la premessa per costruire con lui ottimi rapporti».
Anche la scelta dell’allora commissario straordinario Giuseppe Pecoraro di fare una discarica a Corcolle ha fatto alzare la tensione. 
«Certo, io avevo chiesto che la nuova discarica fosse fatta su un’area non di Cerroni. E quello era l’unico sito tra i possibili non di proprietà dell’avvocato. Non era il luogo migliore, è vero, perché siti idonei non ce sono vicino Roma. Ma ero e sono convinta che la Valle Galeria e Malagrotta avevano pagato un prezzo già altissimo dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Per questo bisogna guardare altrove».
Quando però Pecoraro ha indicato Corcolle, due ministri si sono schierati contro questa scelta. 
«Direi che oltre ai ministri Clini e Ornaghi, che di certo avevano motivazioni valide per opporsi al progetto, è scoppiata la rivoluzione. La Regione comunque, con coerenza, ha mantenuto il sostegno a Pecoraro, al quale io avevo chiesto aiuto per affrontare l’emergenza rifiuti».
E quando Pecoraro è stato costretto a dimettersi da commissario? 
«Per me è stata una grande delusione, una grande sconfitta. E mi sono sentita molto sola perchè noi abbiamo continuato a credere nella soluzione Corcolle. E quando Clini e Ornaghi hanno messo il veto minacciando le dimissioni, in giunta regionale ci siamo detti: “Ma non è che alle fine ricadiamo nella mani di Cerroni a Monti dell’Ortaccio?”».
Pecoraro, alla fine, è stato sostituito da Sottile Nulla di strano? 
«Io ho lavorato poco con Sottile, ma lui e Pecoraro sono diversi: Sottile sottolineava sempre che i tempi erano molto stretti e bisognava decidere in fretta dove fare la discarica, altrimenti si rischiava di finire con l’immondizia nelle strade di Roma. Per questo, secondo Sottile, Monti dell’Ortaccio era l’unica soluzione. Io, però, ho fatto tutto quello che potevo per non andare a finire lì».
Però quando la Regione ha avanzato la proposta di una discarica temporanea vicino Fiumicino sono scoppiate nuove proteste. 
«È riscoppiato il finimondo…».
Non ha mai ricevuto pressioni sui progetti per affrontare l’emergenza rifiuti? 
«No, mai. Però ogni volta che si parlava di una nuova discarica in ambiti istituzionali si puntava sempre in una direzione: c’erano dei siti già pronti per la discarica e, quindi, perché bisognava perdere tempo e cercarne altri? Ovviamente il sito già pronto era di Cerroni…».
Nell’inchiesta è emerso anche che erano carenti i controlli sulla reale quantità di «Cdr» («Combustibile da rifiuti», ndr. ) prodotto da Cerroni. 
«La macchina burocratica è molto complessa ed è difficile controllare tutto. Il problema esiste anche nella sanità ».
Passiamo ai soldi ai politici. Il Supremo ha dato dei finanziamenti alla fondazione dell’ex ministro dei Verdi, Edo Ronchi. 
«Sono molto sorpresa: a volte bisognerebbe essere più prudenti. Accettare quei fondi è stato imprudente».
E la sua Fondazione ha mai ricevuto contributi dal re dell’immondizia? 
«Nessun finanziamento, assolutamente… (ride ndr )».

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