Renzi-Letta, la ribellione dei militanti sul web: “Un suicidio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2014 11:10 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014 11:11
renzi letta

Matteo Renzi ed Enrico Letta (LaPresse)

ROMA – Al termine della giornata più strampalata che si ricordi dentro il Pd, tra faccia a faccia al vetriolo e conferenze stampa velenose, forse le somme le tira su Twitter Pasquale Pugliese col suo “dubbio della sera: ma Antonio Gramsci che 90 anni fa fondava l’Unità, oggi starebbe con #Letta o con #Renzi?”.

Giusto per dire quanto la base del Partito democratico, lo zoccolo duro che non proviene dalla Dc ma con radici più a sinistra, osservi con una certa costernazione quanto sta accadendo.

Scrive Repubblica:

Archiviate le primarie 66 giorni fa, l’unico modo per farsi sentire, anzi cantarle, sono i social network. Nessun valore statistico, chiaro. Solo rumori e parecchio di pancia. Ma nelle ultime 24 ore da Facebook a Twitter se ne leggono di tutti i colori, molti gli interventi anche piuttosto critici nei confronti del segretario Renzi, della sua intenzione di entrare a Palazzo Chigi ma passando dall’ingresso posteriore. Va detto che tra grafomani e commentatori anonimi la gran parte certo non solo non milita nel Pd ma, ma quel partito nemmeno lo ha votato. Né lo voterà. Tant’è che vero in serata i postsulla pagina Facebook del partito sono talmente tanti e pungenti che deve intervenire Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione (renziano) per prendere le distanze e precisare. «Stupisce che si prendano fake e troll grillini sulla pagina Facebook del Partito democratico per attaccare il Pd. Come se non fossero in moltissimi casi profili fasulli usati strumentalmente». Dunque, «nessuna rivolta, solo attacchi fatti ad arte per inquinare il dibattito, aperto e trasparente, sulle nostre pagine web».

Non solo Fb ma anche Twitter trasuda commenti, è l’argomento del giorno. Nicola Tamburro, arrabbiato: «#Renzi e #Letta si scannano per la poltrona. Inutile dire chi beneficerà di questo balletto in perfetto stile prima repubblica. complimenti». E ancora. «Stimo #Renzi, ma staffetta é colpo alle regole democratiche. Se #Letta non regge si torni al voto » scrive Maurizio Matteucci. E un anonimo che si firma “La torre normanna” rincara: «Come passare da sicuri vincitori a sicuri perdenti in un mese (e non è la prima volta)». L’aria che tira, sul web, tra i simpatizzanti democratici è un po’ questa, alla vigilia della direzione di oggi pomeriggio che qualcuno, come Civati, prefigura già come un western. Di certo si è sparato, e parecchio, anche su Facebook.

E il sindaco di Firenze è l’indiscusso protagonista sulla pagina del partito. Alcuni niente affatto teneri con lui: «Un giorno ne dice una e il giorno dopo un’altra! Mi ricorda qualcuno» scrive Gianna Degano. Altri come Chiara AmèlieMeazza ne prendono le difese: «No ma scusate, più che dimostrare di fare anche da fuori, che deve fare? Ancora non ha mai avuto modo di ‘fare’, non ha mai ricoperto ruoli nazionali. Io attenderei, prima di sparare a zero». E giù altre ironie sul presunto feeling con Berlusconi (sulle riforme) e sulla comparsata ad “Amici”. Stefano Ruggeri la vede nera: «Avanti sorridenti verso l’ennesimo suicidio». Mentre Andrea Gurioli prova a mettere in guardia il sindaco, sta con lui, quasi un appello: «Non cadere nella trappola, x l’amor di Dio. È una trappola. Ti bruci, prendi le colpe di questo governo e non ti faranno fare nulla. Vai al voto,vinci e governa da solo» (…)