Rassegna Stampa

“Renzi premier non eletto? Contano le Camere”, Gianfranco Pasquino al Messaggero

"Renzi premier non eletto? Contano le Camere", Gianfranco Pasquino al Messaggero

Renzi (LaPresse)

ROMA – Matteo Renzi terzo premier non eletto. Sistema democratico in panne? Gianfranco Pasquino, politologo, non è convinto.

“Preliminarmente bisogna chiarire una cosa. E cioè che nelle democrazie parlamentari gli elettori non eleggono mai il capo del governo. Qualche volta hanno la consapevolezza che a seconda della distribuzione dei voti ci sono delle candidature vicine ad essere quelle che poi guideranno l’esecutivo. In Italia una situazione del genere è stata spesso vicinissima, per esempio quando era chiaro che se vinceva il centrodestra Berlusconi sarebbe stato premier mentre se vinceva il centrosinistra a palazzo Chigi sarebbe andato Prodi. Invece ora è lontana”.

L’intervista sul Messaggero:

(…) Comunque parliamo di passaggi elettorali che hanno prodotto un equilibrio anche se poi modificato nel corso della legislatura. Qui invece nonostante il passaggio elettorale, Renzi va al governo senza investitura popolare.

«Se Renzi è un problema per il paese lo vedremo dopo. Per quel che riguarda il funzionamento del sistema, chiunque preferirebbe che ci fosse un governo pienamente insediato sulla base di un mandato degli elettori. In questo caso il mandato è invece indiretto. Il Pd è il più grande partito in Parlamento e dunque ha in linea di massima la possibilità di designare il premier. Ma questo diventa tale solo se poi riesce a fare una coalizione che poggia sulla maggioranza dei parlamentari. Dunque nessuno stravolgimento istituzionale è in atto perché il governo continua a dipendere dalla fiducia o meno delle Camere».

Infatti non è un problema di legittimità. Il punto è se fare un governo senza il via libera delle urne compromette la fiducia degli elettori.

«E’ difficile dire cosa pensano gli italiani. Lei può chiederlo a me, e io dico che non si sarebbe dovuti andare ad una crisi di questo genere senza il passaggio elettorale. Poiché però mi ritengo uno scienziato della politica saggio, dico anche che non si possono fare elezioni ogni sei, sette o otto mesi».

Anche perché i precedenti storici, tipo Weimar, mettono i brividi…

«Infatti. E’ un atto un logoramento delle istituzioni: purtroppo in virtù del voto degli elettori stavolta si è dovuto fare così».

Renzi propone un esecutivo di legislatura. Ce la farà viste le premesse su cui nasce?

«Il governo dura se riesce a fare delle cose, come diceva lo stesso Renzi quando non era presidente incaricato. E’ auspicabile che arrivi a scadenza naturale della legislatura, ma dipenda da vari farri non esclusi gli esiti di elezioni come quelle Europee o amministrative».

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