Repubblica: “Debutto cauto di UnipolSai in Borsa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2014 10:10 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2014 10:10
Piazza Affari

Piazza Affari

ROMA – Un debutto cauto quello di UnipolSai in Borsa, come scrive Repubblica “dopo tanta attesa, come qualche volta avviene il giorno dell’esordio in realtà è stato ben più tranquillo della vigilia per UnipolSai. Infatti il titolo, che rappresenta il secondo gruppo assicurativo italiano per raccolta premi complessiva alle spalle di Generali e con una leadership netta nel segmento dell’Rc Auto, ha fatto la sua comparsa in Borsa il giorno della Befana”.

L’articolo di Repubblica:

Da ieri dunque anche a Piazza Affari si è conclusa la storia della sofferta fusione tra le assicurazioni che facevano capo al gruppo Ligresti e la compagnia di via Stalingrado. Un traguardo raggiunto dopo due anni di trattative, aumenti di capitale, indagini della magistratura, colpi di scena e arresti (per i Ligresti). L’ultimoatto formale, che ieri ha portato il titolo ad esordire in Borsa, è stato l’ok al prospetto di fusione (meglio ancora, al giudizio di equivalenza per la quotazione) emesso dalla Consob proprio alla vigilia di Natale, il 23 dicembre, da una Commissione ormai ridotta a due soli membri (dopo che è scaduto e non ancora sostituito dal governo il terzo commissario).
Adesso è fatta: il nuovo titolo che ha esordito al listino è la somma di quattro società, Unipol assicurazioni, Fonsai, Milano assicurazioni e l’ex holding Premafin. Come retaggio del passato è rimasta la complessità dei titoli quotati, ben tre categorie: le azioni ordinarie e due categorie di azioni risparmio, A e B. Gli analisti di Banca Imi, che hanno emesso un rating add(aggiungere) e un target price a 2,15 euro (ieri i titoli ord. hanno chiuso le contrattazioni a 2,45 euro), ritengono che «le azioni non ordinarie, le risparmio A e B, potrebbero anche beneficiare dell’appeal speculativo derivante dalla possibilità di una semplificazione di queste categorie di azioni che l’ad Cimbri più volte ha citato». Intermonte invece ha sottolineato le sfide che si presentano alla compagnia, «in primis la realizzazione del piano industriale che punta a 800 milioni di utile al 2015», mentre le stime della sim sono pari a 730 milioni.
Ben prima andrà sciolto un altro nodo, la cessione – imposta dall’Antitrust – di premi per 1,7 miliardi. Come è noto Unipol ha ricevuto un’offerta dalla compagnia belga Ageas, di cui non è stato reso noto l’ammontare ma che è stata definita »complessa». Entro metà mese Carlo Cimbri dovrà decidere se intende cedere o meno il pacchetto (ha sempre sostenuto di non voler svendere); in caso di fumata nera si dovrà vedere che posizione assumerà l’Antitrust. Lla legge gli dà il diritto di aprire una procedura di inottemperanza, che può concludersi con la relativa multa, essendo ormai scaduti i termini per la cessione; l’altra ipotesi è una proroga dei tempi da parte dell’Autorità.