Resort eco-turistico e 70mln di investimento…la regione di Vendola se ne frega

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 11:37 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 12:24
Resort eco-turistico e 70mln di investimento...la regione di Vendola se ne frega

Oasi Sarparea (Foto da Dagospia)

BARI – “Vorrei investire 70 milioni di euro per un resort eco-turistico in Puglia, ma non si può”. E non si può perché alla Regione guidata da Nichi Vendola evidentemente l’affare non interessa. A parlare è Alison Deighton, la moglie del sottosegretario del Tesoro inglese.

Un investimento importante per la Puglia e fermo da 6 anni per colpa della Regione guidata da Nichi Vendola. E l’unica risposta che l’imprenditrice ha ricevuto, a differenza di quanto accaduto in Umbria dove si sono sbrigati a srotolare tappeti rossi, è stato uno striminzito “forse”.

Michele Farina sul Corriere della Sera ha intervistato la Deighton, che spiega:

“«Ma se quella terra l’abbiamo comprata proprio perché c’erano gli ulivi! Alberi meravigliosi, opere d’arte. Non c’è mai stata discussione: ovvio fin dall’inizio che gli alberi dovevano restare lì. Invece nella proprietà accanto alla nostra stanno costruendo un albergo. Andate a vedere dove sono finiti gli ulivi. Al loro posto ci sono le ruspe. Io non sono una speculatrice. Adoro l’Italia, adoro il Salento. Sono più interessata all’estetica che ai mattoni. A Nardò volevo solo fare qualcosa di bello da cui guadagnassero tutti…»”.

Se il progetto della donna in Umbria è andata a buon fine, in Puglia la burocrazia non l’ha assecondata:

“Sono progetti diversi, ma a Città della Pieve abbiamo avuto l’attenzione delle autorità e della comunità. Certo ho dovuto convincerli della bontà del progetto. È il volto positivo del campanilismo. Ma in Umbria mi hanno ascoltato. In Puglia non c’è solo la mancanza di certezze nell’iter burocratico, che per un imprenditore è la morte. Un’altra cosa frustrante è la mancanza di interesse. Come se un progetto di ecoturismo da 70 milioni non interessasse alla regione. I gruppi ambientalisti, a livello nazionale, l’hanno definito stellare”.

Il progetto di Oasi Sarparea inizia circa sei anni fa, quando la donna ha comprato la terra:

“Abbiamo cercato il posto giusto, e abbiamo comprato. Sei anni fa. C’era tutto. Mare, terra, ulivi. Mal tenuti devo dire…Abbiamo dovuto curarli. Poi ho speso una fortuna per costruire i fossi anti-incendio. Era una zona semi abbandonata, con la spazzatura in giro. L’abbiamo resa di nuovo produttiva. Adesso c’è un’azienda agricola locale, produciamo olio. Credo di aver dimostrato che non voglio distruggere ma preservare”.

Inutile rivolgersi alla Regione Puglia, spiga la Deighton a Farina:

“All’incontro è arrivato apposta dall’Africa anche il mio partner nel progetto, Ian Taylor, broker del petrolio. In Regione ci hanno concesso mezz’ora. Mezz’ora per rispondere a una domanda: “Possiamo parlarne? Cosa dobbiamo fare?”. La risposta è stata: “Forse””.
Qualcuno vi ha chiesto soldi?
“Mai. Forse non siamo neppure arrivati a quel punto. Ma non credo sia un problema di corruzione. La cosa impressionante è il livello di disinteresse. Non della comunità locale: i sindacati hanno persino occupato il Comune per appoggiarci!”.
Allora lasciate perdere?
“Ho investito troppa passione per chiudere del tutto la porta. Ma quando l’incertezza si prolunga, per un investitore è meglio cambiare. Il mondo è grande”.