Ricolfi (Stampa): nuove critiche a Monti. Juan Carlos umilia Berlusconi

Pubblicato il 19 Aprile 2012 10:15 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 10:51

Un re nella bufera, in Spagna. Da noi:”Il Governo ha partorito un topolino”, “A disagio una famiglia su due”, “Sacrifici fino al 2013”, “Assunti calciatori invece che secondini”, Passera fa  infuriare il Pdl, “Berlusconi minaccia Monti” mentre i pm di Bari lo indagano per “induzione a mentire”.

In una normale giornata di cattive notizie, si impone un nuovo articolo di Luca Ricolfi sulla Stampa, di Torino e della Fiat, pesantemente critico di Mario Monti e del suo Governo, “Il rischio delle buone intenzioni”: la conclusione è una staffilata: “I mercati sono diventati «animali molto sensibili», e i segnali, gli umori, le emozioni, sono diventate cose sempre più importanti nel mondo di oggi. Ma non tutta l’economia è finanza (per fortuna) e, alla fine, quel che conta davvero – quel che sposta i capitali e fa vincere sui mercati – sono i costi di produzione. Da un governo tecnico, per di più pieno di economisti, non mi sarei mai aspettato tanta attenzione alle impalpabili vicissitudini dell’animo umano, e tanto poca considerazione per la dura, concreta, pietrosa, realtà di chi produce e cerca di stare sul mercato”.

Per tirarci un po’ su, proseguiamo con il Corriere della Sera, con la grande foto a centro pagina del re di Spagna, Juan Carlos e della sua amante ormai ufficiale, una nobile tedesca di antico lignaggio. I due posano, fucili in “bracc’ arm”, lui sahariana, lei pantaloncini, tutto in toni cachi da jungla, davanti a un elefante che tutto fa pensare sia stato fulminato da uno di loro. Titolo: “La pazza primavera delle monarchie”; Isabella Bossi Fedrigotti mette assieme le arroganze di lor signori in questi giorni, inclusa Pippa Middleton e Charlotte di Monaco.

Lo scandalo spagnolo, ormai trans europeo è scoppiato perché, durante questa vacanza, il re è caduto e si è rotto una gamba. Lo scandalo è diventato un affare europeo. Ognuno lo ha visto dal suo punto di vista: il Wwf da quello dell’ipocrisia del re, che della sezione spagnola è presidente; gli spagnoli da quello dell’affronto di un re che letteralmente si spara due anni di stipendio di un impiegato medio per un paio di zanne (senza contare viaggio, vitto e alloggio presumibilmente per due); il re da quello della monarchia, già scossa dal genero tangentaro. Non si conoscono reazioni della regina, anche se queste storie di corna reali vanno avanti da tempo. Unici esultanti i tedeschi. Sempre emarginati per ragioni che vanno dalla lingua ostica alle intemperanze naziste alle prepotenze della Merkel, i tedeschi sono così felici della liaison che si interrogano (Bild) se davvero “Juan Carlos ama la principessina tedesca”, promuovendo al rango di principessa, con diminutivo alla Sissi, una bella contessa con trent’anni meno di lui.

Subito il confronto va al campione italiano del sesso senile, Berlusconi. Per lui niente principesse né contesse, ma ragazze, più giovani di mezzo secolo, sulle quali si dibatte in tribunale se siano o non siano prostitute ( o escort, secondo quest’altra nobile gerarchia scoperta in Colombia). Intanto gli è arrivata una nuova tegola giudiziaria. Sul Corriere della Sera, proprio accanto alla foto del re  e della sua Corinna (zu Sayn-Wittgenstein: no, non è Fantozzi, ma è talmente difficile che il Corriere non ha nemmeno provato a scriverlo nella didascalia), c’è questo titolo: “Berlusconi indagato a Bari per induzione a mentire. La difesa: archivieranno”.

Lo stesso Berlusconi, scopriamo dai quotidiani, è furioso contro Monti per l’asta delle frequenze (Fatto). Il figlio Piersilvio confida a Repubblica. “Peggio che ai tempi di Prodi”. Fedele Confalonieri al Sole 24 Ore: “Ci escludono”. Quando da quelle parti strillano troppo c’è sempre da pensare male: che non sia tutta una manfrina per calmare i soliti rimpiscatole come Giulietti e Vita?

La notizia più difficile da accettare è sulla prima pagina di Libero, che continua la sua campagna di rivelazioni contro gli sprechi del sistema dei partiti e della burocrazia che ci succhiano il sangue con le tasse. Oggi tocca al ministero della Giustizia, che, scopriamo, finanzia una squadra di calcio che gioca in serie D: “Il Governo assume calciatori. Al posto dei secondini, presi atleti. Monti studia invano come tagliare le spese. Parta da qui (e dalle agende in pelle di contribuente”. altra delizia, a pagina 2: “Deputati e senatori godono di una super assicurazione, il cui premio è per metà a carico dei contribuenti. Spesa complessiva: 2,3 milioni per la Camera e 2,9 per il Senato. Ed è già pronto un nuovo bando da 6,3 milioni”.

Come stupirsi di quel che titola il Secolo XIX in prima pagina: “Doria e Grillo a valanga” nei sondaggi per le amministrative a Genova.

Questo mentre Monti  ci ha promesso “sacrifici fino al 2013” (Repubblica, Stampa, Messaggero, Secolo XIX) e il Corriere della Sera ci informa che è “a disagio una famiglia su due”, tanto che il Giornale conclude: “Ci stanno rovinando”. Solo a Napoli sognano: “Piano di Monti per la crescita”, forse hanno pensato al Lotto, ma il Lotto dei Governi sono i derivati e non hanno portato buono.

Il Sole 24 Ore cerca una nuova strada, quella delle notizie buone e ci informa che c’è un “piano Passera dalle infrastrutture ai crediti con la Pa” che prevede “credito di imposta per la ricerca”. A leggere sopra e sotto il titolo si capisce che sono brillantini da cartoleria: “Allo studio bonus triennale del 30% su Ires e Irap sino a 450 mila euro”. Forse al Ministero hanno letto i libri sbagliati, con quei soldi al massimo ci fai la ricerca del Gambero Rosso.

Si segnala, sul Sole 24 Ore, l’articolo di Luigi Zingales su un tema che appassiona pochi ma interessa tutti: “Troppe Authority non aprono il mercato”.

Notare anche la prima della Gazzetta dello Sport: “Scacco a Messi“. La squadra londinese del Chelsea ha sconfitto per 1 a 0 il Barcellona, imbattuto da 16 partite.

Le rassegne dei giorni e mesi scorsi.