Rieti, lo sportello consulenza per annullamenti matrimoniali‏

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2014 10:20 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2014 10:20
Rieti, lo sportello consulenza per annullamenti matrimoniali‏

A Rieti arriva lo sportello consulenza per annullamenti matrimoniali‏

ROMA – L’iniziativa ha subito suscitato domande e perplessità: la Diocesi di Rieti, insieme ad alcune parrocchie cittadine, ha infatti deciso di aprire uno “Sportello informativo sulle Nullità matrimoniali”.

Un supporto legale gratuito ospitato presso le parrocchie e la cattedrale che mettono a disposizione uno spazio nel quale, una volta la settimana, per un’ora circa, due avvocati ecclesiastici danno consulenze gratuite sul procedimento della nullità matrimoniale secondo il procedimento canonico.

Scrive Caterina Maniaci su Libero:

Le perplessità di alcuni parrocchiani hanno spinto la Diocesi a rispondere alle diverse «richieste di chiarimento». Non è vero che lo sportello «indebolisce» il matrimonio religioso, ma aiuta semmai a capire come affrontare la «fragilità» di tanti matrimoni di oggi.

«Lo sportello, nel suo primo periodo, ha registrato le richieste di una quindicina di coppie, tutte separate e divorziate dai cinque ai quindici anni, quindi nella condizione effettiva di non poter ripensare la loro scelta. I casi che presentano i requisiti per avviare il procedimento di nullità, su quindici, sono appena due. Quindi gli allarmismi non hanno ragione di essere», si legge in una nota della Diocesi stessa. Del resto, proprio qualche giorno fa papa Francesco ha annunciato l’istituzione di una commissione di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico, in pratica delle norme che presiedono allo svolgimento dei processi presso la Sacra Rota. Quella di Rieti è una delle tante esperienze che ruotano attorno all’evento-matrimonio.

Alla vigilia dell’atteso Sinodo sulla famiglia, mentre fioccano continui interventi sul tema della comunione ai divorziati separati, in realtà la riflessione centrale dovrà essere sulla famiglia e sul sacramento che la costituisce, ossia il matrimonio. Che la preparazione al matrimonio sia spesso e volentieri poco profonda e debole, soprattutto, ma non solo, dal punto di vista religioso, è un dato di fatto. I corsi prematrimoniali sembrano essere, per una buona parte di chi li frequenta, solo un passo obbligato per poter arrivare al matrimonio in chiesa. Ci sono addirittura i corsi «condensati» in un weekend per poter permettere una maggiore partecipazione; ci sono quelli, e torniamo alla diocesi di Rieti, in cui è prevista la presenza di psicologi e sessuologi, per affrontare altri aspetti «centrali» della vita matrimioniale, a cui i giovani non sono preparati, perché «il matrimonio è anche un contratto, civile e canonico, che ha il suo peso, disciplinato da norme e inserito in una società».

Il concetto di fondo è che bisognerebbe andare al matrimonio ben preparati e avere così un margine ridotto di rischio-fallimento della vita coniugale, senza inutili azzardi. Ma i dubbi e gli errori si accumulano non solo nella fase di preparazione alla scelta di vita, ci sono anche quelli legati alla cerimonia stessa, diventata spesso uno show, le chiese trasformate in set fotografici e in una sorta di business. In questa materia non ci sono regole precise. La norma numero 18 del documento ufficiale per la celebrazione del matrimonio recita: «La celebrazione dei sacramenti, e quindi anche del matrimonio, rientra nell’azione pastorale e nella missione del Parroco. Di per sé è dunque un servizio gratuito che il Pastore d’anime è tenuto a prestare al popolo affidato alle sue cure. I fedeli tuttavia da parte loro hanno il dovere di partecipare la propria gioia alla comunità cristiana nella quale sono stati educati e quindi anche di contribuire, nella misura delle loro possibilità, alle necessità della Chiesa e dei poveri» (…)