Rifiuti Lazio, Bruno Landi e il favore al rettore Frati per la figlia dell’amico

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2014 15:13 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2014 15:13
Luigi Frati

Luigi Frati

ROMA – Anche la richiesta di un favore per aiutare la figlia di un amico in un concorso universitario. E’ quello che emerge nelle carte dell’inchiesta su Manlio Cerroni e gli altri indagati sul sistema di rifiuti nel Lazio. Discariche, rifiuti e Regione, questo l’asse delle irregolarità secondo gli inquirenti. Protagonisti Bruno Landi, amministratore delegato della società che a Latina gestisce i rifiuti, Romano Giovannetti, segretario dell’ex assessore Pietro Di Paolantonio, e Luigi Frati, rettore dell’Università La Sapienza. Ecco cosa scrive il Messaggero:

Il sistema ”Cerroni” era curato in ogni dettaglio e comprendeva anche il depistaggio delle indagini e la modifica degli atti. Era una segretaria speciale, di fatto inquadrata nell’assetto societario di una delle aziende di Cerroni, a curare rapporti con la Regione. Dall’amministrazione otteneva anche gli atti delle indagini in corso. A Natale i favori ricevuti venivano ripagati: la lista degli omaggi era lunga, c’erano politici e professionisti. Ma dal mare magnum delle intercettazioni emerge anche la rete di favori, come nel caso di Bruno Landi, che tenta di favorire la figlia di Romano Giovannetti grazie all’amicizia con il Rettore Luigi Frati.

C’è un intreccio di favori tra Landi e Giovannetti che, secondo il Noe, si sarebbe concluso con il tentativo di Landi di favorire Cristina Giovannetti, figlia del capo della segreteria dell’assessore Paolantonio, in un concorso universitario, grazie alla sua grande amicizia con Frati. Un’ipotesi. Conta però la conclusione dei carabinieri: «Di contro, lo stesso Landi aveva chiesto a Giovannetti di agevolare l’iter della pratica di autorizzazione del nuovo impianto da installarsi a Borgo Montello. L’estrema vicinanza di Landi a Giovannetti gli ha consentito di godere di particolari e referenziate entrature rispetto all’assessore Di Paolantonio».

Il nome di Luigi Frati spunta anche nella vicenda del bilancio, appena approvato, della Regione Lazio. Ecco cosa scrive Carlo Picozza su Repubblica:

La Regione approva un bilancio che per i cittadini comporterà un aumento, lo 0,6 per cento, dell’addizionale Irpef sui redditi superiori ai 15mila euro (come anticipato da Repubblica già nel luglio scorso), mentre il Servizio sanitario del Lazio si prepara a sobbarcarsi spese già finanziate dai ministeri dell’Università e della Difesa (sempre sulle spalle dei contribuenti più spremuti d’Italia). È stato scritto, su richiesta del rettore Luigi Frati, nell’intesa tra Regione e Sapienza, firmata dal governatore Nicola Zingaretti, commissario alla Sanità, e dal magnifico, dopo dieci anni di annunci e rinvii.

“Finalmente”, ha esultato il primo. E, con lo stesso avverbio, gli ha fatto eco il secondo. Ma l’esclamazione di Frati era di certo più sentita. È stato lui a dettare le condizioni alla Regione prima della firma di un atto che i ministeri di Economia e Salute sollecitano da sette anni. Quali condizioni? Il concorso (illegittimo) del Servizio sanitario regionale alle spese per il personale dell’università e l’accreditamento (illegittimo anche questo) di posti letto per il Celio, ospedale militare che fa capo alla Difesa, non annoverato, quindi, tra quelli del Servizio sanitario.

La convenzione interessa anche le “Malattie cardiovascolari medicochirurgiche”, specialità di Giacomo Frati, figlio del rettore. Ma a Roma le cinque Cardiochirurgie non sono state bollate come esuberanti? Sì ma, ora, questo sembra irrilevante. “Il protocollo”, per Gianni Nigro della Funzione pubblica Cgil che con il sindacato dei medici ospedalieri Anaao, ha redatto una critica dura all’intesa, “prevede per il Celio una maggiorazione dell’8 per cento sulle tariffe regionali corrisposte a tutti gli altri ospedali”. Lo stesso varrà per il polo universitario di Latina, trampolino di lancio del rampollo del rettore (per il suo reparto, istituito e chiuso, l’Icot ha battuto cassa per 32 milioni citando la Regione).