Riforma Pa bluff? Ravoni (Giornale): è per Italo Volpe magistrato in aspettativa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2014 12:13 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014 12:13
Riforma Pa bluff? Ravoni (Giornale): è per Italo Volpe magistrato in aspettativa

Marianna Madia (LaPresse)

ROMA – La riforma degli statali? Un bluff, aveva un solo obiettivo, colpire solo un magistrato. Secondo Fabrizio Ravoni del Giornale, tutto l’ambaradan messo su da Marianna Madia aveva un obiettivo, unico, singolo e preciso: colpire Italo Volpe, con la norma che prevede che in magistrati in aspettativa non possano rivestire altri incarichi per lo Stato.

“In Italia c’è un unico caso, quello di Italo Volpe” sostiene Fabrizio Ravoni:

“La furia iconoclasta che avrebbe dovuto colpire ogni rendita di posizione di magistrati, militari, professori universitari si è trasformata nell’ennesima legge «ad personam». O meglio, «contra personam». Vale a dire, che la riforma della pubblica amministrazione applicata ai magistrati colpisce solo una persona: Italo Volpe.

Chi è? È un magistrato amministrativo in aspettativa che per anni è stato il capo ufficio legislativo del ministero dell’Economia. Con Giulio Tremonti, ma anche con Domenico Siniscalco, Vincenzo Visco, Mario Monti e Vittorio Grilli.

Dall’aprile dello scorso anno è traslocato alla guida della direzione normativa e degli Affari legali dei Monopoli dello Stato.
Dal prossimo settembre, in base all’emendamento presentato al decreto sulla riforma della Pubblica amministrazione, dovrà rientrare nei ranghi della magistratura amministrativa. E non potrà più utilizzare l’aspettativa dall’incarico per rivestire altri ruoli nella pubblica amministrazione.

E sarà l’unico a doverlo fare.

Originariamente, la norma colpiva anche un altro magistrato in aspettativa, Domenico Carcano: capo ufficio legislativo del ministero della Giustizia. Ma lo stesso Carcano ha già fatto sapere al Csm di voler rientrare in magistratura.
Quindi, l’unico colpito dalla riforma Madia sarà solo Italo Volpe.

Piccolo particolare. L’emendamento che lo colpisce era ben noto allo staff del ministro della Funzione pubblica. Tant’è che tre settimane fa, scoperto che la misura avrebbe riguardato solo lui, al ministero avevano deciso di lasciar correre. Poi, l’altra sera l’emendamento è spuntato a sorpresa. […]

Paradosso dei paradossi, Giulio Tremonti considerava Italo Volpe come un professionista con simpatie a sinistra. Forse per via della sua collaborazione con Visco, quando questo era vice ministro all’Economia. Ma lo aveva ugualmente confermato nell’incarico di capo ufficio legislativo.
D’altra parte, quando era Volpe a scrivere i provvedimenti economici del governo, questi non restavano due settimane al Quirinale.

Come invece è successo proprio per la riforma iconoclasta (solo sulla carta) della Pubblica amministrazione, firmata da Marianna Madia”.