“Ripresa: segnali veri e di fumo”, Luca Ricolfi sul Sole 24 ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2015 10:09 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2015 10:09
"Ripresa e numeri di Renzi: segnali veri e di fumo", Luca Ricolfi sul Sole 24 ore

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – I segnali di ripresa non mancano. Parliamo dei segnali veri, non delle previsioni degli esperti, o delle intuizioni dei politici, tipo “vedo una luce in fondo al tunnel”. Di tali segnali veri, al momento, se ne possono indicare almeno tre.

Come riporta Luca Ricolfi sul Sole 24 ore,

il più solido e inequivocabile è il crollo delle ore di cassa integrazione, che fra il bimestre gennaio-febbraio di quest’anno e il corrispondente periodo del 2014 sono diminuite del 41,2%. Ci sono poi i dati dell’occupazione e della disoccupazione, che mostrano i primi, timidi, segnali di una inversione di tendenza: 16mila occupati in più, 11mila disoccupati in meno fra gennaio 2015 e dicembre 2014. E infine i dati di febbraio sulla fiducia di consumatori e imprese, da cui risulta una netta avanzata degli ottimisti rispetto ai pessimisti (un dato che si riferisce alle aspettative, ma sappiamo quanto le aspettative siano cruciali per far ripartire l’economia).

In questi giorni alla lista dei segnali di ripresa si è voluto aggiungere l’impennata delle assunzioni a tempo indeterminato di gennaio-febbraio 2015 rispetto a quelle di gennaio-febbraio 2014 (+35,1%). Qui però sarebbe meglio un po’ di prudenza, una virtù che a quanto pare difetta a molti dei nostri governanti.

Nei primi due mesi di quest’anno, dopo l’introduzione della decontribuzione (massima) di 8.060 euro, ma prima del decollo del contratto a tutele crescenti, il ritmo delle assunzioni a tempo indeterminato è stato di 152mila al mese. È tanto? È poco? Per giudicare ci vuole un termine di paragone. E allora proviamo a fare dei confronti, cominciando dagli unici dati ufficiali pubblici: nei primi 3 mesi del 2014 il ritmo delle assunzioni a tempo indeterminato era stato di 147mila al mese, ossia più o meno lo stesso dei primi 2 mesi di quest’anno (152mila). Ma allora perché il governo dice che c’è stata una accelerazione formidabile?

Semplice, perché avendo accesso ai dati mensili di gennaio e febbraio (mentre noi comuni mortali abbiamo accesso solo ai dati trimestrali) può fare il confronto puntuale con gennaio-febbraio 2014, da cui risulta un ritmo mensile di 112mila. Di qui la tesi di un’impennata delle assunzioni: da 112mila a 152mila significa un incremento di oltre il 35% (…)